Una "cappella" di Casola Canossa fu donata nel 1082 da Anselmo Vescovo di Lucca ed amministratore del Vescovado di Reggio, al Monastero di Canossa. Essa è quindi ricordata, con il titolo di S. Eufemia, tra le dipendenti di questo Monastero nel diploma di Arrigo V del 1116, nella Bolla di Papa Adriano IV del 1157 e del Papa Alessandro III del 1178 (1). In seguito fu compresa tra le filiali della Pieve di Paullo (2). Nel 1443 la chiesa venne allungata. Il Vescovo Rangone, nel corso della sua visita pastorale del 1594, ne dispone il restauro alla facciata ed al tetto. La visita pastorale del Vescovo Marliani nel 1664 ne riscontra l'antichità. L'edificio fu poi ridotto nella forma presente nella seconda metà dello stesso secolo. Infatti il Vescovo Picenardi, nel 1705, la trova in volto, imbiancata ed ornata. Altri interventi con la sistemazione del pavimento e del terreno all'intorno della chiesa sono eseguiti tra il XIX ed il XX secolo (3). La chiesa è posta sul colle; è orientata liturgicamente con un semplice prospetto a capanna. Il campanile si innalza sul fianco settentrionale con una cella campanaria a bifore. L'interno è a navata unica con tre altari. Lo Scurani riporta la trascrizione di diverse date riscontrabili nella costruzione "1858", "1443 C. F. C. ", "1610", "MDCCXXXIX" (4). Presso la chiesa sorge il complesso della canonica con l'annesso rustico ora in rovina. La canonica sviluppa un impianto compatto a base quadrangolare articolata su due livelli e sottotetto. La copertura è a quattro ampie falde mentre le luci sono regolari e simmetricamente distribuite. Sulla facciata è murata una formella siglata "A. MDCCXIV- RC. L. C. ". La villa seguì sempre le vicende di Canossa alla cui comunità e feudo apparteneva. Nel 1570 passò al Conte Bonifacio Ruggeri e nel 1593 ai Conti Rondinelli. Fu inglobata per breve tempo nel feudo di Bedogno, istituito nel 1605 dal Duca Cesare d'Este ed infine assegnata alla Casa Valentini di Modena che la conservarono fino alla soppressione dei feudi (5). Alla fine del Settecento comprendeva una popolazione di 246 abitanti (6). Dopo la restaurazione estense fece parte del Comune di S. Polo d'Enza e con il Decreto del Dittatore Farini del 4 dicembre 1859 aggregata al nuovo Comune di Vezzano sul Crostolo (7). Di fronte alla canonica è notabile anche il complesso rurale, già dei Parisetti, dei Moretti ed ora dei Zannoni, facente parte della possessione della chiesa, costituito da una tipologia ad elementi separati con casa padronale, casa del colono e stalla, presumibilmente attribuibili al XV-XVI secolo; vi si riscontrano diversi particolari architettonici di antica origine.

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1821-25, I, 190; SCURANI 1895, IV, 16-25; (2) SCURANI, op. cit. ; (3) MILANI 1971, 67; SCURANI, op. cit. ; (4) SCURANI, op. cit. ; (5) SCURANI, op. cit. ; MILANI 1971, 126; (6) RICCI 1788, 44; (7) SCURANI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 IV SO