La "Fattoria dell'Oca", si articola in un vasto complesso agricolo comprendente la corte padronale e gli edifici dipendenti; si dispone sui pendii digradanti alla destra del torrente Secchia. La villa dell'Oca apparteneva ai Fogliani e dipendeva da Toano nel XV secolo. Fu interamente distrutta dalle piogge nellanno 1567 (1). Nel maggio di quell'anno a causa delle copiose precipitazioni si mosse un'imponente frana che travolse tutte le case (28 famiglie e 132 abitanti) della villa (2). Nella ristrutturazione secentesca si ha notizia dell'oratorio di S. Pudenziana, probabilmente costruito nel 1640 c. La visita del Vescovo Picenardi cita dal 1702 l'esistenza di un oratorio dedicato alla B. Maria Vergine del Rosario (3), mentre la visita Castelvetro del 1751 scopre un oratorio di S. Antonio abate costruito dalla famiglia Baroni (4). Probabilmente le dedicazioni sono da riferirsi al medesimo edificio. Nel secolo passato la "fattoria dell'Oca" fu proprietà della famiglia Baroni. Durante la seconda guerra mondiale subisce notevoli danni. Attualmente il nucleo centrale appartiene alla famiglia Righi-Riva. Ai vertici della tenuta, a margine delle strade di accesso, sono disposte quattro maestà a pilastrino. L'edificio principale si articola in un corpo centrale a torre con ampio loggiato a tre luci, modernamente ricostruito dall'ing. Valenti di Modena. Nell'ingresso è visibile una architrave datata "22 M 1759 C". Della struttura originaria rimangono le ali ad est, ovest e sud. In particolare si osserva la torretta sopra l'entrata del cortile con ampio portale cinquecentesco e balconata a mensole. In angolo al prospetto sud-occidentale si trova l'oratorio di S. Pudenziana completamente trasformato in stile neogotico nella seconda metà del secolo XIX ed ora in abbandono. Pure abbandonati od in rovina sono i vasti fabbricati di servizio alla corte. La distribuzione e le tipologie ne testimoniano ancora la primitiva grandezza ed importanza. Nel cortile rimangono diversi elementi architettonici tra cui la struttura di un campaniletto a vela in pietra monolitica ed un concio di chiave datato "1565". Lungo la strada di accesso ad occidente si sviluppa un corpo di fabbrica con unità edilizie agricole a schiera. Il prospetto nord presenta un paramento continuo pressoché privo di luci, compatto ed uniforme, sottolineato dalla linearità del filo di gronda. Due stretti passaggi a portico immettono nell'ala retrostante in cui le tipologie si mostrano completamente aperte con fienile sostenuti da snelle pilastrature. Una parte è ridotta ad abitazione conservando pienamente i caratteri volumetrici e distributivi dell'impianto.

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1824-1825, II, 276; (2) MILANI 1978, 124; (3) SCURANI 1895, V, 321; (4) MILANI 1978, 332.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 III SO