Il luogo 'de Clavella, in Riva atque Cavella' è nominato in documenti del 1148 e 1156 ed ancora nelle carte che si riferiscono all'Ospedale di Cavella. La villa di Cavella è citata con 88 uomini nel giuramento di fedeltà al Comune di Reggio del 1218, mentre il Comune è presente nell'Estimo del 1315 insieme a Cerrè Marabino e Manno (1). La chiesa primitiva, secondo la tradizione, era situata in località "chiesa vecchia"; era dedicata a San Rocco e figura consacrata dal Vescovo Alberio nella metà del XII secolo. Travolta da una frana fu sostituita dalla cappella situata entro la cerchia del castello, intitolata a San Michele, di cui si ha la notizia nel 1420 (2). Il castello figura esistente nel 1373 ed ancora se ne conserva il toponimo nel luogo ove sorge la chiesa. La stessa torre campanara della chiesa derivava dalla torre del castello; avendo subito gravi danni dal terremoto del 1920 fu successivamente (1956) abbattuta (3). Cavola era una delle ville soggette alla famiglia dei Fogliani, passata poi nel 1427 in potere al Marchese Niccolò d'Este (4). Nel 1659 c. fu data in feudo ai Conti Testi e quindi ai Dalli-Favali; rientrata alla Camera Estense nel 1738 Cavola viene distaccata dal feudo di Toano, ancora infeudata nel 1772 al Conte G. Tonani ed infine aggregata alla Podesteria di Minozzo (5). Verso la fine del Cinquecento la chiesa, dipendente della Pieve di Toano, si trovava in condizioni disastrose. A quel tempo gli abitanti della villa erano 150. La visita del Vescovo Marliani del 1664 trova la chiesa riedificata e la popolazione salita a 256 abitanti (6). Alla fine del XVIII secolo Cavola comprendeva una popolazione di 237 abitanti (7). Un portale ad arco, in pietra, con coronamento a tetto mensolato, del secolo XVII, immette nel sagrato della Chiesa. Questa è orientata liturgicamente con una facciata a capanna. Il portale d'ingresso, in arenaria lavorata, reca un cartiglio datato "1712". A fronte dell'ingresso, sulla destra, è un concio recante alcuni simboli tra cui una croce di Malta e la rosa iscritta nel cerchio. Nel prospetto sud si notano sopra una pietra tagliata la data "1420" in lettere gotiche, una porta laterale datata "1628" e, nel corpo della sagrestia, una elegante trifora con frontespizio centrale a volute e cartiglio datato "1700". Un'altra porta datata "1721" si apre nel prospetto nord. Sul fondo, separato dalla chiesa, si innalza un grottesco campanile in cemento armato, incompiuto. L'interno è ad aula unica, absidata, con volta a botte e lunette. Presso la chiesa sorge l'edificio della canonica; ripetuti interventi di ristrutturazione ne hanno alterato i caratteri architettonici. Nell'interno si può notare una bella pietra datata "MCCCCLXXXIIII" permettendo così l'attribuzione del complesso al secolo XV. Questo edificio poteva forse costituire una delle abitazioni dell'antico borgo del castello o parte di esso. Nella casa a fianco sono osservabili diversi elementi architettonici di interesse quali un portale ad architrave triangolare con mensole concave, un secondo portale sopraelevato, probabilmente secentesco ed una finestrella a doppio oculo siglata "1754" seguita da una iscrizione parzialmente leggibile. La casa Schenetti-Scalabrini, un tempo con impianto a corte, costituisce un esempio di grande pregio della architettura signorile montana. Un ampio portico con loggiato superiore si sviluppa nel prospetto sud, contenendo la scala di accesso alle abitazioni ad una rampa in pietra. Alla base di questa è notabile un bellissimo portale ad arco ogivale, in conci radiali, del secolo XV. In capo alla scala è posto il portale d'ingresso settecentesco con chiave a voluta. Una finestrella a cartiglio è visibile nel prospetto ovest. Il prospetto nord è caratterizzato da una vasta superficie dalla fronte sobria e lineare con regolare distribuzione delle luci. La copertura, a due falde, parte con rivestimento a lastre di pietra, si imposta su una cornice di gronda modanata. Nel palazzo Baroni si rileva in particolare la facciata con il portale datato in chiave "1834", affiancato alla base da due feritoie di tipo balestriera. Superiormente vi è un ampio finestrone recante un'architrave scolpito con lo stemma della famiglia ed ancora un secondo magnifico stemma con scudo partito con due leoni rampanti serranti un cimiero sovrastato da aquila bicipite coronata. L'impianto volumetrico è compatto con una struttura in pietra ad angolari a ricorsi alterni rifiniti. Una cornice di gronda a modanature conclude l'edificio. Al n. 48 di Cavola centro è visibile un portale ad arco ribassato con chiave di volta siglata e datata "MDCCCXXVI".

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) SACCANI 1926, 59; (2) MILANI 1978, 327-334; (3) BERTOLANI 1865, 215; (4) TIRABOSCHI 1824-1825, I, 192; (5) MILANI 1938, 333; (6) MILANI 1978, 327-334; (7) RICCI 1788, 56.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 III SO