Il borgo originario di Toano si trovava disposto intorno al poggio, sovrastante l'attuale abitato, su cui ancora si erge la Pieve e l'avanzo della rocca. La Pieve di S. Maria di Toano è una delle più antiche della Diocesi reggiana e si trova nominata in tutti gli antichi documenti incominciando dal Diploma di Ottone II dellanno 980. Il Marchese Bonifacio di Canossa ottiene in enfiteusi dalla Chiesa di Reggio nel 1070, il "Castellum de Toano cum Plebe et capellis". Nel 1302 conterà quattordici chiese filiali, diventate venti nel 1538 (1). L'edificio era compreso entro la cerchia delle mura delle fortificazioni costruite al tempo del Marchese Bonifacio. Del castello, distrutto nel secolo XIII, rimane la denominazione del luogo e poche tracce. Le visite pastorali del XVI e del XVII secolo riportano numerosi riferimenti alle precarie condizioni della Pieve. Dalla visita Manzolo del 1582 si ricava che il prete si era fabbricato un oratorietto dedicato al SS. Crocefisso vicino alla residenza posta in "Campiolo" (la villa di Toano). L'oratorio figura ancora perfettamente conservato nel 1724 e crollerà verso il 1829 c. (2). La visita Rangone del 1593 segnala invece che nel cimitero, a 200 passi dalla chiesa, il popolo aveva costruito un'altro oratorio in onore dei Santi Bernardo ed Eustachio; la visita Castelvetro del 1751 ne riscontrerà la rovina e l'abbandono (3). Nella visita Marliani del 1664 la chiesa figura "antica tavolata e senza torre"; dalla pianta eseguita nell'occasione si può rilevare come fosse già stata trasformata l'absidiola di destra per ricavarne la sagrestia. Nel 1679 appare come un'orrida spelonca e viene dato ordine di murare la porta della facciata causa gli schiamazzi della vicina rocca adibita a prigione. Nel periodo napoleonico si richiede il benestare ufficiale del servizio a Sant'Anna, l'oratorio situato nel paese, e di conseguenza la chiesa viene abbandonata. Si arriverà poi alla soppressione del culto nel 1829. Tra il 1850 ed il 1857 vengono intrapresi lavori di restauri che portano alla sua riapertura nel 1858. Durante la seconda guerra mondiale la Pieve fu devastata nel corso di un rastrellamento tedesco (1944); furono incendiate e distrutte le antiche capriate. Nel 1948, sotto il patronato della Soprintendenza ai Monumenti si iniziano i lavori di restauro eseguiti in un triennio, con la direzione del cav. Fioroni e del geom. G. Baldini. Verranno seguiti nel 1978 da una sistemazione generale e dal rifacimento della copertura con l'impermeabilizzazione del tetto (4). L'edificio costruito in pietra squadrata a conci regolari, presenta una facciata assai semplice a capanna, rivolta a ponente. E' ornata all'imposta del tetto di una gola a sbalzi che continua nei fianchi. Del protiro che probabilmente possedeva non rimangono che gli stipiti rozzamente scalpellati. Il portale è rifatto così come la lunetta soprastante. I muri laterali sono interrotti da finestre strombate, a intervalli regolari. Sul fianco destro si apre il portale barocco ornato di sagome e fregi. Le absidi di cui le minori ricostruite sulle fondamenta originali, hanno struttura semplice senza particolari decorativi. Completamente rifatti sono la copertura e gran parte dei muri, elementi che nulla hanno a che vedere con la chiesa primitiva ricordata nel 980 ma che appartengono ad un rifacimento degli inizi del XIII secolo (5). L'interno presenta tre navate: strette e basse le laterali, vasta ed alta quella centrale. Si evidenziano i quattro archi a tutto sesto poggianti su due tozze colonne centrali e quattro semicolonne incastrate nel muro. Le colonne e semicolonne presentano capitelli in arenaria grigia diversi l'uno dall'altro e di pregio eccezionale. Nelle prime appaiono figurazioni di uomini, animali, mostri, fiori, frutta ed episodi biblici, nelle seconde sono riportate palmette, volute, trecce. In tutti i capitelli è poi un abaco scolpito a fiori e frutti intrecciati ed animali fantastici. Il presbiterio spoglio con abside a catino conclude la navata centrale. La copertura è a travature lignee a capriate semplici. Il castello che abbiamo visto in possesso di Bonifacio di Canossa, passò poi ai Fogliani. Nel 1269 fu raso al suolo a seguito dei conflitti tra guelfi e ghibellini. Viene riedificato dai reggiani e nel 1325 vi si trovava podestà Giberto Fogliani. I Fogliani tennero il dominio di Toano fino al 1427 quando la villa si assogettò a Nicolò III d'Este (6). Il complesso del castello scomparve assai presto. Più a lungo sopravvisse la rocca che occupava la parte sud-ovest, sede del governo della podesteria, delle carceri e di altri uffici. Le condizioni statiche del complesso presentavano molti gravi inconvenienti e probabilmente verso il 1700 c. questo dovesse essere definitivamente abbandonato (7). Ora ne rimane la torre che nel 1679 è nominata come "turrim carceratorum", adibita a campanile della Pieve. Presenta una pianta quadrata a struttura massiccia, leggermente scarpata. Le luci della cella campanaria sono a trifore. Nei pressi della Pieve è pure notabile un interessante rustico testimonianza forse del primitivo nucleo del borgo. Nel XV secolo dipendevano da Toano le ville di "Campiolo, Caula, Corni, Mano, Macognano, Frale ed Occa" (8). Dal 1428 al 1628 Toano fu sede di Podesteria con una amministrazione diretta. Venne quindi infeudato al generale di fanteria Camillo Bevilacqua (1636-1645), da questi alla Casa Testi (1649-1674), acquistato da Giulio, figlio del poeta Fulvio per 20. 000 lire unitamente al feudo di Busanella, poi a Silvio Montecuccoli (1674-1694), come feudo onorifico ed elevato da contea a marchesato. Retrocesso a contea, passò ad Andrea Sora di Modena (1694-1738) quindi a Michele Torretti a cui seguirono i Guerra, casa nobilitata nel ramo femminile dai Ceccopieri, già Marchesi di Gatta (dal 1743 al 1772). I Torretti-Guerra-Ceccopieri tennero Toano fino alla soppressione dei feudi nel 1796 (9). Nel 1597 si ha notizia del mercato che si teneva nel piazzale a nord-est della Rocca ma già nel 1649 la consuetudine appare finita (10). Agli inizi del '600 la relazione del podestà Francesco Martelli ci riporta "Tutto il territorio è di lunghezza circa 4 miglia, di larghezza, 5, di circuito 18 ... Toano è suddiviso in 4 quartieri e due comuni... complessivamente la giurisdizione di Toano comprende 170 soldati, 325 famiglie e 1480 abitanti" (11). Alla fine del XVIII secolo la popolazione era di 750 abitanti (12).

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1) MILANI 1978, 97-326; (2) MILANI, op. cit. ; (3) MILANI, op. cit. ; (4) MILANI, op. cit. ; (5) QUINTAVALLE 1939, 10; (6) BERTOLANI 1965, 221; (7) MILANI, op. cit. ; (8) TIRABOSCHI 1824-1825, II, 376; (9) BERTOLANI, op. cit. ; (10) MILANI, op. cit. ; (11) MILANI, op. cit. ; (12) RICCI 1788, 240.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 III SO