Nella località doveva sorgere fin dal XV secolo un casino di cui si ha notizia nel 1502 (1). Un atto notarile del 1528 riporta come l'incarico di costruire un Casino di Sotto de la Rochà fosse stato affidato a Stefano di Poli, muratore in Mantova (2). Il Davolio nelle sue Memorie istoriche scrive che la fabbrica fu iniziata nel 1554 dal maestro Fioravante su ordine del Conte Alfonso ed ancora "Vi si lavorò per molti anni, i muri furono ornati esteriormente di statue; le stanze dipinte da messer Giacomo da Modena, da messer Giambattista da Ferrara e da Fabricio figlio figlio di Lelio Orsi; ed i boschetti, le pescherie, i giardini, i viali spelleggiati di piedistalli con vasi di fiori, d'agrumi e di statue d'ogni sorta... "(3). Nel 1563 viene stipulata una convenzione tra il Conte Alessandro I Gonzaga ed il mastro muratore Francesco da Lugano detto il Barbone per i lavori occorrenti alla realizzazione del Casino (4). Probabilmente ad un primo disegno del complesso dovette seguiro, dopo la metà del XVI secolo un più organico e generale progetto di rifacimento. Diversi sono anche i riferimenti ai disegni di Lelio Orsi per varie parti della fabbrica. Alla estremità di mezzogiorno dell'edificio fu costruito un Oratorio dedicato alla Beata Vergine già esistente nel 1578. Alla fine del Settecento fu chiuso e successivamente ridotto a locali di abitazione (5). L'impianto si configurava come un quadrilatero coronato ai vertici da quattro torrioni ed un cortile centrale all'interno; è circondato da fosse ed un lungo viale alberato ne costituiva la quinta prospettica di accesso al mezzogiorno. Diverse sono le analogie planimetriche con il Casino di Sopra. Nel XVII secolo, sotto Alfonso II il Casino subì probabilmente importanti lavori di ristrutturazione ed abbellimento. Estinto il ramo Gonzaga di Novellara, il Casino passò a Maria Teresa Cybo d'Este, duchessa di Modena e Massa (6). Le planimetrie ed i disegni del XVIII secolo mostrano un complesso profondamente alterato ed ampliato nelle sue forme. Interessante il rilievo di un muro o loggia su due piani, a cinque arcate, posta a metà strada del percorso che dall'ingresso conduce alla scalinata dell'edificio (7). Nel 1796 i francesi prendono possesso del Casino spogliandolo degli arredi e delle pitture; l'ultimo proprietario francese del Casino fu la Sig. ra Lucia Fortunata Isabella Raynouard di Marsiglia; Durante questo periodo il parco ed il bosco furono eliminati ed il terreno ridotto a coltivazione (8). Nel 1903 la proprietà venne venduta al Cav. Giovanni Lombardini di Novellara ed attualmente conservata dagli eredi. Il Casino sviluppa un impianto planimetrico schemeticamente ad "L". Il corpo principale si sviluppa in direzione est-ovest; la facciata rivolta a sud è caratterizzata da una loggia a tre arcate cui si accede mediante una scalinata con balaustre. Le arcate si impostano su pilastrate di ordine dorico, si evidenziano anche la cornice superiore e quella di sottotetto scandite dalle mensolature di gronda. All'interno della loggia sono due porte contrapposte, scolpite, con coronamento a festone ed ovale con figura in tondo di un Santo. All'incrocio con la Strada Provinciale per Guastalla è situata una maestà ottocentesca a pilastrino. E' inoltre ancora chiaramente riscontrabile l'impianto del viale principale di accesso a sud fino al suo attacco iniziale sulla strada della sbarra.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) BONORI, TORREGGIANI 1983/2(2) BONORI, TORREGGIANI, op. cit; ; (3) DAVOLIO 1825(4) BONORI, TORREGGIANI, op. cit; (5) FABBRICI 1972; (6) BONORI, TORREGGIANI, op. cit; ; (7) ARCHIVIO DI STATO DI MODENA, Cybo-Gonzaga, FIlze 293/3- 300/3; (8) BONORI, TORREGGIANI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 I SO