Non è escluso che entro il recinto che costituirà poi il serraglio antistante il Casino di Sopra, sorgesse il "Castellaro" citanto nel 1141 (1). Il complesso del Casino di Sopra è costruito nel 1542 su iniziativa di Donna Costanza da Correggio, moglie del Conte Alessandro Gonzaga di Novellara e con il consenso del Conte GIulio. I lavori procedettero a rilento ed ancora nel 1563 Lelio Orsi ed allievi erano intenti a realizzare il ciclo di affreschi che ornavano le pareti del salone centrale (2). Questa importante opera pittorica composta di 21 pezzi fu fatta staccare e trasportare su tela nel 1845 dal proprietario del Casino, il Marchese Luigi Montecuccoli, ad opera di Giovanni Rizzoli da Cento e venduti al Conte di Chambort che li trasferì a Venezia. Successivamente passarono in Germania, a Wiesbaden, dal pittore Gerard, e da questi alla moglie e figlia a Monaco. Nel 1937 pervennero alla gallerie antiquaria Neupert di Zurigo. Infine lo Stato Italiano ne acquistò 18 pezzi attualmente disposti nelle sale del Museo Gonzaga di Novellara (3). Nel 1568 Camillo I vi fece costruire un oratorio situato all'ingresso, oltre il ponte di accesso al viale, dedicandolo a S. Lorenzo. Tra il 1796 ed il 1811 l'Oratorio rimase chiuso al culto; fu restaurato a cura del proprietario Sig. Lombardini nel 1925. Nel 1930 è definitivamente demolito a seguito dello scavo del Canale di Reggio (4). L'impianto originario del Casino sviluppava una tipologia quadrilatera con quattro torrioni ai vertici. La facciata era orientata ad est e fronteggiata da una scala a doppia rampa. Sul retro si estendeva un giardino all'italiana. La struttura conservò praticamente inalterate queste caratteristiche fino alla fine del XVIII secolo. Nei primi decenni del XIX secolo diversi lavori di manutenzione e modifica vengono commissionati all'arch. Giuseppe Marchelli di Reggio da Giuseppe Bernard, proprietario al tempo del Casino (5). Attualmente l'edificio si imposta sul corpo anteriore limitato dai due torrioni superstiti alle estremitàdal lato orientale ed in cui si risalta il paramento a scarpa. Complessivamente sono ancora ben riscontrabili le originarie forme cinquecentesche. Il prospetto rivolto a levante èimpostato simmetricamente rispetto al corpo centrale sopraelevato. Una scalinata a ventaglio sul giardino immette all'ingresso con apertura ad arco a tutto sesto. Unico elemento decorativo esterno è costituito da una cornice modanata in muratura. Il salone centrale assume una funzione organizzatrice primaria dello spazio interno. Presenta in vista le capriate lignee della copertura e tracce degli affreschi rimossi e delle architetture dipinte (6).

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) FABBRICI 1972, 17; (2) BONORI, TORREGGIANI 1983/1(3) BONORI, TORREGGIANI, op. cit. ; (4) FABBRICI, op. cit; (5) BONORI, TORREGGIANI, op. cit; (6) BONORI, TORREGGIANI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 II NO