Località situata sui pendii alla sinistra del torrente Ozola, immediatamente a monte della strada provinciale diretta a Ligonchio. L'abitato sorge al limitare del ciglio di frana che ha già compromesso numerosi fabbricati. La più antica notizia della località è citata nel Tiraboschi che ricorda l'esistenza di una campana fusa per la chiesa parrocchiale di San Salvatore nel 1432 (1). La villa ha sempre seguito le vicende del feudo di Piolo (2). Sino al 1631, anno in cui avvenne lo smembramento del territorio parrocchiale, la chiesa di S. Salvatore aveva giurisdizione su tutta l'area compresa tra il Riarbero, il Secchia, il Rossendola e l'Ozola (3). Nel 1788 la villa di Caprile, nel marchesato di Piolo e feudo Bernardi, contava 68 abitanti(4). Nella borgata è notabile un fabbricato pericolante, settecentesco, a breve distanza dalla chiesa. L'edificio, che ha conservato gli originali volumi e prospetti, è caratterizzato da un portale con arco a tutto sesto in arenaria recante in chiave un'arma illeggibile accompagnata dalla dicitura "DNA 1784". La chiesa, con facciata rivolta ad oriente e recentemente ristrutturata, non conserva particolari architettonici di rilievo. Una vicina nicchia murale attribuibile al XIX secolo racchiude una immagine a tutto tondo della Beata Vergine con il Bambino.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1824-1825, I, 131; (2) TIRABOSCHI, op. cit. ; (3) MILANI 1938, 122; (4) RICCI 1788, 35.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 II SE