Nel 1688 si è rinvenuto un cippo terminale romano durante i lavori di demolizione della Rocca-probabilmente il reperto è stato trovato in altra località ed usato come materiale di fondazione(1). L'origine di Guastalla, secondo diversi studiosi, risalirebbe all'epoca dei longobardi, quando nel 603 il re Agilulfo stabilì nella località un accampamento militare o meglio una stazione a custodia del territorio occupato, un "Warstall", da cui deriva "Gardistallum "e quindi Guastalla. Successivamente, nell'864, la curtis Wardestalla viene donata da Lodovico II all'imperatrice Angilberga che a sua volta lascia il complesso dei territori guastallesi e luzzaresi al monastero di S. Sisto in Piacenza. Questo dominio su Guastalla provoca frequenti scontri diplomatici soprattutto con i vescovi di Reggio che dovevano sottoporsi ai dazi sui transiti fluviali-contrasti che continuano nei sec. X e XI(2). Si può attribuire a questo periodo il cosiddetto Castel vecchio, primo insediamento storico collocato nella parte sud del centro storico, eretto come baluardo di difesa, con il quale inizia la prima espansione della "curtis", vista sempre più come centro pubblico del territorio (3). Nel 903 è riportato un "fundo et loco Guardistalla" a cui segue nel 963 l'indicazione della plebs, del castrum nel 1046 ed infine nel 1116 si comprendono il castrum, burgum e villa(4). Guastalla ottenuta in enfiteusi da Bonifacio di Canossa assumerà un ruolo di primaria importanza(5). E' documentata la restituzione di Guastalla al monastero di S. Sisto da parte di Matilde di Canossa nel 1102; ed è solo grazie all'interesse che aveva ripreso Guastalla fra i vicini comuni, che nel 1218 si può pensare ad una collaborazione fra Cremonesi e Reggiani per lo scavo del canale della Tagliata. Parma, Cremona, Mantova ne furono a turno i padroni. Per quasi tutto il 1300 la località "Castel Vecchio" rimane nelle mani dei da Correggio, i quali modificano la vecchia struttura trasformandola in un compatto castello quadrilatero(6). Dai Da Correggio passò ai Visconti che la tennero fino agli inizi del XV secolo concedendola ad Ottone Terzi che a sua volta la donerà a Guido Torello. Nel 1428 i Torello ottenevano che Guastalla fosse eretta in Contea separandosi definitivamente da Cremona(7). A Nord-Est di Castel Vecchio, nel 1406 sorge un borgo artigianale "Castel Nuovo"; nel 1428 i due nuclei si fondono in un unico organismo al cui interno (nella parte di Castel nuovo) verrà realizzato il Palazzo della Comunità. Soltanto nel 1549 si pensa ad un riordino urbanistico della città. L'incarico viene affidato a Domenico Giunti da Don Ferrante Gonzaga, che aveva acquistato la contea guastallese da Lodovica Torelli nel 1532. Il disegno del progetto delinea l'esigenza di una nuova struttura fortificata per la città:vengono rinforzate le difese preesistenti con tre robusti baluardi aggiungendone altri due a nord-est ed a sud-est formando così una caratteristica "cintura" pentagonale(8). Nel 1557 l'antico ospedale di S. Lazzaro che sorgeva fuori porta S. Giorgio venne demolito e ricostruito all'interno del borgo in una nuova sede che rimase funzionale fino al 1812 quando fu trasferito nell'ex-Monastero di S. Carlo(9). I lavori alle difese vengono portati avanti abbastanza celermente e continuano anche dopo la morte dei due promotori (Don Ferrante, 1557 e Giunti, 1560). A questi subentrano Cesare Gonzaga ed il Filippi le cui opere principali sono gli scavi dei canali intorno alla cinta muraria(10). Dopo il '60 il palazzotto Torelli diventa residenza dei Gonzaga e il progetto definitivo viene fornito dall'arch. Francesco Capriani da Volterra che sostituisce il Filippi; al nuovo architetto si deve anche il progetto del Duomo. Nel 1570 inizia la fabbrica della chiesa dei Servi e relativo convento all'estremo est del decumaro massimo (attuale corso Prampolini). Anche dopo la morte di Cesare a Guastalla continuano gli ampliamenti architettonici. Nel 1579 Ferrante II erige l'Oratorio della Concezione edificio che funge da collegamento con il vecchio quartiere e quello nuovo. Inoltre viene tracciata una nuova strada detta del Pomaglio e vengono edificati nuovi baluardi: uno sostituisce, a sud- est, la Rocca, gli altri sono puntati verso i rimanenti punti cardinali(11). In questo tempo le figure del duca e dell'architetto coincidono, infatti è lo stesso Ferrante che svolge le due mansioni: sono suoi i progetti della chiesa di S. Francesco nel 1605 e quella dei Teatini nel 1677. Nel 1628 intanto la terra di Guastalla viene elevata al rango di Ducato. Nonostante continui l'espansione del ducato con l'annessione delle terre di Luzzara e di Reggiolo, il governo di Cesare II e Ferrante III segneranno un declino politico e un ristagno economico per Guastalla. Gli unici finanziamenti sono devoluti a favore di edifici religiosi (chiesa e convento delle Cappuccine, 1653-57 e sul lato opposto della città per la chiesa e convento dei Servi). Con un provvedimento del 1657 gli ebrei vengono confinati nella zona dietro l'abside del duomo(12). A causa di una crisi dinastica inizia una serie di conflitti sul possesso di Guastalla, con la vittoria finale di Vincenzo Gonzaga. Queste dispute di potere fecero maturare l'esigenza di cambiamenti alla struttura difensiva; nel 1685 l'ingegnere Du Plessis ne programma il rinforzo e in 3 o 4 anni viene eseguito un nuovo circuito a schema ottagonale. Ma nell'anno 1689 la fortezza, schierata a fianco dei filofrancesi, viene demolita assieme alla Rocca dai guastatori spagnoli del governatorato di Milano(13). La dinastia dei Gonzaga di Guastalla si estingue nel 1746 e la città con il territorio annesso passano ai Borbone di Parma e Piacenza in forma di enclave nel ducato estense di Modena. Con questo passaggio decade il prestigio di Guastalla che da capitale di stato, seppur piccolo, diventa capoluogo di provincia. Coincide con il periodo napoleonico il ripristino di alcune sedi pubbliche e religiose della città: il monastero delle Agostiniane ad Ospedale Civile (1811), il restauro della facciata della Cattedrale (1813), il rialzamento del Teatro (1814), l'approntamento dei cimiteri extramurari, dei cattolici e degli ebrei (1816)(14). Sotto Maria Luigia, Guastalla diventa la terza città del ducato, necessitando quindi di alcune strutture: nel convento dei Servi viene aperta al pubblico la Biblioteca Maldotti (1818), ora trasferita in un edificio a parte nella strada Maestra (ora via Garibaldi). Nel 1829 si assiste all'inaugurazione del Seminario nell'ex convento delle Mantellate. Inoltre si cerca di abbellire la città con la creazione per esempio di passeggi pubblici su bastioni e terrapieni rimasti. Guastalla si trasformerà in una città organizzata, con buoni servizi ma con una struttura urbana modesta; le stesse condizioni si mantengono anche dopo il 1848 quando Guastalla torna ad essere inclusa nel ducato modenese(15). Se il centro della città rimane inalterato, la parte esterna subirà man mano modificazioni. Nel 1890 verrà demolita Porta S. Giorgio nella parte settentrionale e agli inizi del '900 si tenterà una nuova connotazione morfologica per la zona sud-est, costituendo una piazzale fuori Porta Romana dove comincia il viale che porta alla Stazione ferroviaria; infine si abbattono tutti i ruderi delle fortificazioni aprendo spazio alla nuova circonvallazione(16). Oltre all'originale impianto urbanistico a Guastalla rimangono diversi edifici di carattere monumentale. Sulla piazza principale(Piazza Mazzini), in cui sorge la celebre statua bronzea di Ferrante Gonzaga opera dell'Aretino, prospettano la Cattedrale, il Palazzo Ducale ed il cinquecentesco Palazzo del Comune in angolo alla via Gonzaga. La Cattedrale, dedicata a S. Pietro, è opera del Volterra nel 1574, alla quale vennero aggiunti nel Seicento i due campanili che ne rinserrano la facciata. La Chiesa è restaurata dopo il terremoto del 1626 e la facciata subirà modifiche nel corso dell'Ottocento. Il prospetto è bipartito, caratterizzato da modanature e cornici e concluso in vertice da un frontone con raccordi arcuati ed orologio centrale(17).Di estrema importanza è l’organo di straordinario interesse storico-artistico, sia per l’antichità, sia per le dimensioni e caratteristiche sonore , è racchiuso in una grande e magnifica cassa in muratura, collocato sul palco esistente sopra l’ingresso principale. Al momento non si conosce l’artefice del primo strumento cinquecentesco, dovette tuttavia essere un eccellente organaro, a giudicare dal nucleo di canne sopravvissute attraverso i vari rifacimenti e restauri, ed ancor presenti nell’organo Serassi del 1794.
 Il Palazzo Ducale venne iniziato nel 1521 da Achille Torello cui era in proprietà passando ai Gonzaga e concluso nel 1567 sotto la direzione di Francesco Volterra. La facciata fu in seguito restaurata da Giuseppe Baistrocchi Parmigianino(18). Lungo la via Gonzaga si trova la Chiesa di S. Maria Annunziata o dei Servi, sempre opera del Volterra-notevole esempio di barocco emiliano. La Chiesa della Beata Vergine della Concezione è ubicata in Piazza Garibaldi prima denominata piazza della Posta. Venne eretta nel 1579 dalla Confraternita istituita l'anno precedente per iniziativa dei signori della Comunità. Nel 1620 la chiesa venne modificata a pianta ottagonale, su disegno di Antonio Filippi(19). In piazza Matteotti sorge l'elegante Torre del Pubblico o Campanone sull'area della rocca demolita. In via Cavour, un tempo mura di Porta S. Francesco rimane il Santuario della Madonna della Porta con ricco interno settecentesco. Venne ecostruita nel 1693 su progetto di Prospero Mattioli nel luogo ove era stato dipinto nel 1646 dal pittore guastallese Damiano Padovani un'immagine sacra sulle mura della Porta S. Francesco, immagine rivelatasi miracolosa dopo lo smantellamento della fortezza di Guastalla ad opere degli Spagnoli(20). Da ricordare la Chiesa di Santa Croce o della Buona Morte composta di due strutture l'una inferiore sotto l'argine l'altra superiore costruita nella seconda metà del'500(21). Infine oltre ai caratteristici portici di piazza Mazzini e via Garibaldi sono da segnalare il neoclassico Teatro"Ruggeri" ed alcuni complessi di aree industriali quali l'ex-macello comunale del 1907, l'ex-sede delle Officine O. M. M. G. del 1926, l'ex-cantina sociale del 1937.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1)DEGANI 1974; (2) TOURING 1983, 355-359; Emilia Romagna 1987, III, 80-88; (3)TOURING op. cit. ; (4) Evoluzione 1983; (5)TOURING op. cit. ; Emilia Romagna op. cit. ; STORCHI 1987; (6) TOURING op. cit. ; (7) STORCHI op. cit. ; (8) STORCHI op. cit. ; (9); (10) STORCHI op. cit. ; (11)TOURING op. cit. ; STORCHI op. cit. ; (12)Emilia Romagna op. cit. ; (13)STORCHI op. cit. ; (14) STORCHI op. cit. ; (15) TOURING op. cit. ; (16) STORCHI 1984; (17) TOURING op. cit. Il Tempo 1985, 103; (18)La bassa reggiana 1981, 10; (19)Il Tempo 1985, 102; (20)Il Tempo 1985, 102; (21)Il Tempo 1985, 103.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 IV NE