Il borgo è costituito da due nuclei abitati situati a quote differenti. La località è dominata verso oriente dalla rupe dell'antico castello. Agli inizi del XI secolo figura già esistente la rocca di Vallisnera di cui non rimane alcuna traccia essendo franato il monte su cui si trovava. Era in proprietà di Bernardo Conte del Contado di Parma per donazione fattane da Ottone III e confermata con Diploma di Arrigo I nel 1015; dallo stesso Diploma apprendiamo come antecedentemente essa appartenesse a Ugo Marchese di Toscana (1). Nel 1029 Vallisnera passò per dono imperiale in potere della Chiesa di Parma (2). Sin dalla fondazione della rocca vi doveva esistere anche una cappella a cui ben presto si aggiunse una parrocchiale dedicata a S. Pietro, dipendenti dalla Pieve di Campiliola. Queste due chiese saranno coinvolte nel 1142 in una controversia tra i vescovi di Reggio e di Parma, risolta con la decisione del legato Pontificio, cardinale Ubaldo, nell'assegnazione del potere spirituale alla Chiesa di Reggio, salvo il controllo del Vescovo di Parma sulle nomine dei sacerdoti; in particolare quello della rocca doveva il giuramento di fedeltà al presule parmense come suo signore feudale (3). Ancora nel 1575 si trovava nominata la chiesa della Rocca (4). La collocazione geografica di Vallisnera, al confine allora fra i due contadi, caratterizzò le sue vicende storiche: nel 1229 infatti il Comune di Parma, vantando antichi diritti della sua chiesa, si impadronì della rocca (5). I reggiani protestarono subito, vantando i propri diritti che consistevano nella elezione dei consoli e nel fatto che molti abitanti avevano giurato fedeltà al Comune reggiano. Nel 1237 la vicenda si compose con il giuramento definitivo di Buonaccorso di Vallisnera al Comune di Reggio (6). La famiglia Vallisnera compare fin dal 1107 e deterrà il possesso del luogo con il titolo di Contea fino alla soppressione dei feudi. Della corte di Vallisnera possediamo uno dei pochi statuti medioevali conservati della nostra montagna, datato 1207 e recentemente pubblicato da Mons. F. Milani. La comunità era passata nel 1438 allo stato estense di Nicolò III che ne conferma l'infeudatura ai Vallisneri (7). Alla fine del XVIII secolo la contea comprendeva 417 abitanti e la villa 245 (8). Il nucleo abitato a quota inferiore è caratterizzato da edifici di pregio ambientale in precario stato di conservazione, genericamente attribuibili al XIX secolo. E' notabile un edificio in linea con manto in piane e portale riquadrato in arenaria, decorato a fasce di probabile fattura seicentesca. A breve distanza è visibile una icona marmorea raffigurante la adorazione della Madonna coronata con la dicitura "1864 B. V. DI LORETO". La chiesa parrocchiale dedicata a S. Pietro si innalza isolata in prossimità del nucleo mediano. Lo Scurani riporta che, pur essendo stata più volte restaurata, conserva l'antica forma ad una nave con tre altari e coperto a tavole lignee (9). Un portale che introduce alla canonica reca in architrave il millesimo "1689", forse di recupero. A monte della parrocchiale è visibile un ampio edificio a pianta quadrangolare con tetto a due acque e manto in arenaria; mostra in facciata alcuni particolari costruttivi attribuibili al XVII secolo. Tra questi è notabile una serie di finestre riquadrate in arenaria ornate con davanzalino a gola. Nel fianco orientale dell'edificio si apre un ampio portale con arco a tutto sesto cuspidato, siglato "1821 G. B. " delimitante un'ampia corte retrostante, in parte crollata.

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1824-1825, II 389-391; (2) TIRABOSCHI, op. cit. ; (3) SACCANI 1926, 271; (4) SCURANI 1895, II, 637; (5) TIRABOSCHI, op. cit. ; (6) TIRABOSCHI, op. cit. ; (7) TIRABOSCHI, op. cit. ; (8) RICCI 1788, 248; (9) SCURANI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 II SO