Il borgo si innalza in corrispondenza di una linea di costa compresa tra il canale Cerretano ed il fiume Secchia. La chiesa di San Giovanni Battista appare citata nel 1153, 1157, 1184 come dipendente dalla Pieve di Campiliola. Nel 1197 risulta come su questa chiesa ed alcuni territori della parrocchia vantasse diritti anche l'Abbazia di Marola (1). Gli uomini di Cerreto giurarono nel 1237 fedeltà al Comune di Reggio assieme a quelli di Vallisnera di cui seguirono le vicende (2). Solamente in un breve periodo, intorno al 1323, la comunità si staccò e fece atto di sottomissione a Castruccio Castracani, allora dominante in Lunigiana (3). Cerreto ebbe nel XV secolo una munita rocca, eretta probabilmente dai Dallo (4). In un periodo di circa cinquanta anni, esattamente dal 1593 al 1648, la parte del territorio a destra del Secchia fu collegata alla podesteria di Minozzo e proprio in questo periodo nacque la proposta di istallare a Cerreto una fonderia che utilizzando i notevoli boschi circondanti il borgo fondesse ferro proveniente da Piombino ricavandone pezzi di artiglieria; per motivi a noi non noti la proposta cadde nel nulla (5). La località fu sede di Pretorio; alla fine del XVIII secolo contava 255 abitanti con giurisdizione su Le Vaglie e Nismozza (6). Con la Restaurazione fu aggregata a Busana e nel 1860 a Collagna (7). L'abitato è articolato in tre principali nuclei abitati, situati a quote diverse. Il primo di questi, a quota superiore, domina la cresta rocciosa su cui si innalza la chiesa parrocchiale. Conserva un edificio rurale pregevole di tipologia ottocentesca con sottopasso ad arco; le luci di facciata sono caratterizzate da sottili stipiti in arenaria orsata, mentre il corpo di fabbrica principale è disposto su tre piani. A lato della strada è notabile un concio di pietra di recupero recante il millesimo "1776". Il nucleo centrale del paese è interamente attraversato da una carreggiabile selciata che raggiunge il ponte sul canale Cerretano, in prossimità di un complesso edilizio articolato in diversi corpi di fabbrica. Sono conservati elementi costruttivi attribuibili al XVII-XVIII secolo; tra questi è visibile un portale in arenaria con arco a tutto sesto cuspidato e decorato a fasce su cui insiste una formella in arenaria recante il millesimo "1619". Una adiacente maestà a pilastro reca in nicchia una pregevole icona marmorea ottocentesca raffigurante la Beata Vergine. A lato della carreggiabile che attraversa il nucleo si osservano significativi portali in arenaria genericamente attribuibili al XIX-inizi XX secolo, tra cui è notabile un manufatto a luce riquadrata decorato perimetralmente da un tortiglione. A breve distanza, in corrispondenza di una piccola corte selciata si innalza un edificio seicentesco in cui è possibile osservare un pregevole portale in arenaria con arco a tutto sesto, decorato a bugnato piatto con zigrino a crocera, recante in chiave il simbolo bernardiniano e la dicitura "A. P. F. A. A. P. V. 1640". Un concio angolare reca una seconda dicitura "SAZIO VI RENDO, MA POI BEN AFFAMATO". Un pilastrino prossimo all'edificio mostra in nicchia una icona marmorea raffigurante la Beata Vergine, attribuibile alla metà del XIX secolo. Una terza icona marmorea ottocentesca, raffigurante S. Antonio, sormonta l'ingresso ad una stalla. La chiesa di S. Giovanni Battista viene ampliata e restaurata nel 1648. Nel 1705 è ancora "scandulata", ad una nave con tre altari. E' riedificata nel 1854 e posta in volto(8). Conserva in facciata un significativo portale in arenaria a luce quadrangolare, sormontato da un frontispizio spezzato a stipiti modanati decorato a volute e siglato "1724". Il coro, con stalli lapidei, reca un millesimo seicentesco. A breve distanza dal fabbricato sono notabili i frammenti di una icona marmorea settecentesca. Si evidenzia anche una corte selciata seicentesca con portali quadrangolari decorati a fascia. Un pilastro a base quadrata sorregge un balchio che introduce all'interno dell'edificio principale. Nelle adiacenze si apre un portale con arco a tutto sesto recante il millesimo "1779". Il nucleo abitato a quota inferiore conserva numerosi antichi edifici, alcuni dei quali in precario assetto statico. E' notabile un edificio settecentesco, tradizionalmente adibito a residenza del capitano ducale. Nella corte si affacciano pregevoli icone marmoree a tutto tondo, raffiguranti la Beata Vergine ed un santo. Nell'edificio si apre un portale zigrinato a luce quadrangolare in arenaria, recante il millesimo "1709" in architrave.

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1) SACCANI 1926, 283; (2) ROMBALDI 1976, 133; (3) MILANI 1938, 334-335; (4) BERTOLANI 1965, 125; (5) MILANI, op. cit. ; (6) RICCI 1788, 59; (7) SCURANI 1895, II, 613; (8) SCURANI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 96 I NO