Le origini del mulino risalgono alla seconda metà del XV secolo, poco dopo l'escavazione del mulino Ducale. Una carta del 1835 del perito fiscale Filippo Ficarelli riporta come il mulino dei Calori avesse sei ruote di cui una per il torchio e una per la grolla da olio (1). Il mulino di S. Terenziano con annesso torchio è censito nella Carta Idrografica d'Italia del 1888 (2). Era alimentato dalle acque del Canale d'Enza. Nel 1933 la famiglia Avanzi acquistò il mulino dalle Marchese Isabella e Clara Calori Cesis. L'edificio è stato definitivamente ristrutturato in forme moderne dopo la distruzione, conseguente un bombardamento aereo dell'aprile del 1945. Alle vecchie macine furono sostituiti i laminatoi a cilindri funzionali per la lavorazione ad alta macinazione(3).

Altre Informazioni

Bibliografia
(1)BONI 1988, 58-64; (2)C. I. I. 1888, 152; (3)BONI, op. cit.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 III SO