"Curviacum" compare in un documento controverso del 996, conservato nell'Archivio Capitolare di Parma, in cui la Contessa Rolanda, figlia di Ugo Re d'Italia e vedova del Conte Bernardo, dona al suo fedele di nome Paulone, la corte, il castello e la cappella in onore di SS. Eusebio e Terenziano e della Beata Vergine in "loco et fundo Curviaco" (1). Un Gherardo "de Corviago" è presente tra i nobili al placito della Contessa Matilde del 1079 (2). Nel 1111, in un diploma di Arrigo V, Cavriago figura in possesso della Chiesa di Parma ed è ancora nominato nel 1141 (3). L'abitato è distinto in due parti separate dal rio di Cavriago, forse antico ramo del fiume Enza: Cavriago\S. Nicolò fu sempre dipendente da Parma mentre Cavriago\S. Terenziano da Reggio. Nel XII secolo la Famiglia Bruini (Buini o Bovini) è confermata nella Signoria di Cavriago; se ne trovano testimonianze fino al XIII secolo (4). Il feudo "terram et castrum de Curviago" ne era stato conferito dall'Imperatore Federico con diploma del 1164 (5). Durante il secolo XV fu conteso dai Signori di Correggio, dai Gonzaga, Visconti ed Estensi. Il castello fu espugnato dai Gonzaga nel 1346 ed agli inizi del XV secolo è in rovina. Nel 1402 il Duca di Milano ne infeuda Otto Terzi e nel 1420 Galeazzo da Correggio che lo ripristinò. Nel 1447 Cavriago si da al Marchese Leonello d'Este. Nel 1455 il Duca di Milano Francesco Sforza lo cede al Duca Borso d'Este che ne pose a governo Pietro degli Ardizzoni e finalmente nel 1465 a Teofilo Calcagnini (6). Dal1482 al 1486 fu occupato da Guido Torello che lo cedette poi al Duca Ercole I. Fu quindi distrutto dai reggiani; le opere di demolizione furono dirette dall'Arch. Antonio Casotti (7). Ancora alla metà del secolo XVIII se ne vedevano le fosse attorno al monticello su cui sorge la chiesa di S. Terenziano (8). Cavriago è allora denominata "Villanova" e dichiarata soggetta alla città di Reggio. La villa rimase feudo dei Calcagnini fino al 1648 quando fu cambiato con quello di Formigine e dato ai Marchesi Calori che ne conservarono il possesso fino alla soppressione dei feudi (9). Nel 1859, con decreto del dittatore Farini, è istituito il Comune di Cavriago (10). La chiesa di S. Terenziano fu edificata nel 1615, sul luogo della prima costruzione medievale annessa al castello, dall'Architetto reggiano Francesco Pacchioni insieme a Vincenzo Salustio (11). L'edificio è a croce latina con tre navate in corrispondenza delle tre porte sulla facciata. Il prospetto è rivolto a levante e scandito dal ritmo delle lesene. Sopra all'ingresso principale è posta un'elegante trifora conclusa in vertice dal frontespizio triangolare. Si evidenzia la bella e luminosa cupola con lanterna sulla crociera. Nella seconda metà del XVII secolo vi fu posta una copertura in piombo spogliata nel secolo successivo (12). Nel Settecento la chiesa è ristrutturata con la costruzione degli altari minori. La facciata è ristrutturata nel 1818 ed ornata di pitture. La torre, iniziata nel 1666, è conclusa nel 1668; nel 1689 vi fu collocato l'orologio (13). Sul sagrato è situato il pozzo con alto piedistallo modanato, sormontato dalla snella colonna con la croce, riferibile al XVII secolo (14). In angolo con la via XX settembre è posta un'edicola settecentesca in stile neoclassico dedicata alla Madonna della Brama; l'opera è realizzata con una nicchia riquadrata da due lesene su cui s'imposta il frontespizio triangolare superiore. A sud della chiesa si apre la vasta piazza del Municipio delimitata a levante dagli edifici porticati novecenteschi della vecchia "Casa del Popolo". Il Municipio, ora in nuova sede, è costituito da una bella costruzione ottocentesca, fronteggiata da portico, isolata dal contesto edilizio; non è escluso possa derivare dalla ristrutturazione della più antica casa del Pretorio. L'origine rurale dell'abitato èancora evidenziata dalla presenza di diverse ville padronali legate alla villeggiatura od alle possidenze agricole. Queste comprendono l'eclettica villa Caselli-Baroni ora Nironi in vago stile neogotico con luci riquadrate a forma ogivale e finti archetti nel sottotetto, la villa Lasagni sorta nella metà del XIX secolo (15), il Casino dell'Orologio dei Chilloni. Questo edificio è uno dei più significativi di Cavriago. Costruito nel XVI secolo, fu restaurato e modificato nel XVIII secolo con l'aggiunta del frontone con l'orologio (16). Danneggiato durante i bombardamenti dell'ultima guerra, è stato in parte ripristinato. Infine si segnala la villa Sirotti-Bruno, raffinata nel suo composto stile liberty, circondata da un grazioso parco e giardino; attualmente nel 2010-2011 è oggetto di un restauro e di una ampliamento per destinarla a centro culturale ed al restauro scientifico dell’importante giardino storico.Tra le tipologie di rilievo sono da comprendere la casa torre di via Spato riferibile al XV-XVI secolo ed il novecentesco Convitto-Scuola della Sacra Famiglia. Soprattutto la prima riveste un'importanza particolare; la torre costituisce l'elemento strutturale principale di un vasto fabbricato a volume compatto derivato da alcune aggregazioni al nucleo originario. La torre si sviluppa su tre livelli e colombaia limitata da un cordolo in laterizio a dente di sega; è anche notabile il paramento a scarpa. In via del Mercato è ancora notabile la lapide dell'antica Beccheria datata "MDCCXXI". E' scomparso invece il Casino dei Marchesi Calori-Cesis. Annessa al Casino vi era anche una cappella fatta erigere dal Marchese feudatario nel 1748, restaurata e riaperta al culto nel 1840. L'edificio era stato acquistato nel 1910 come sede della Cooperativa di Consumo di Cavriago (17). Numerosi sono inoltre i fabbricati rurali ad elementi giustapposti ed a corpi separati osservabili lungo via F. lli Cairoli e via XX settembre.

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1)SCURANI 1895, III, 279; (2)TIRABOSCHI 1821-25, I, 248; (3) TIRABOSCHI, op. cit. ; (4)CAVRIAGO 1980, 14-17; (5)RICCI 1788, 57; (6)SCURANI, op. cit. ; (7)SCURANI, p. cit. ; (8)SCURANI 1895, III, 223; (9)RICCI, op. cit. ; (10)CAVRIAGO, op. cit. ; (11)SCURANI 1895, III, 223; (12)SCURANI 1895, III, 223; (13)SCURANI 1895, III, 223; (14) CAVRIAGO 1980, 106; (15)CAVRIAGO 1980, 112; (16)CAVRIAGO 1980, 115; (17)CAVRIAGO 1980, 20.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 III SO