In località indeterminate della villa si segnala il rinvenimento di un gruppo di fondi di capanne del neolitico medio e materiale sporadico romano(1). Si ritiene che una piccola rocca, attorno alla quale sorse poi il borgo, sarebbe stata costruita nell'897 da Sigifredo da Lucca. La località conosciuta come "Curtis Nova" venne allora chiamata "Castrum Novum", passando in seguito ad Atto da Canossa ed alla Contessa Matilde che ne fece dono ai fratelli Pietro e Giberto da Correg-gio(2). Castelnovo appartenente per lungo tempo ai Signori da Correggio che vi possedevano beni gi dal 1037 e che salvo brevi intervalli, ne rimasero padroni fino al XV secolo(3). Essi ampliarono la rocca e la fecero cingere da mura, curando anche lo sviluppo del borgo. Castelnovo si trovava al centro di un vasto territorio incolto e paludoso. L'opera di risanemento incominciata dopo il Mille ebbe un periodo di particolare impegno ad opera dell'azione intrapresa dal Marchese Cornelio Bentivolglio di Gualtieri nel secolo XVI. Nel 1386 Antonio da Correggio vendette parte della Rocca a Giacomo di Luchino dal Verme, veronese. Nel 1398 il Comune di Parma vi fece eseguire diverse riparazioni nella Rocca compiute da Nicolò da Lodice. Nei primi decenni del Quattrocento si alternarono nel suo dominio i Duchi di Milano(Visconti e Sforza)e gli Estensi. nel 1447 lo riebbe il Marchese Leonello d'Este. Tornato al Duca di Milano nel 1457 rientrò in possesso nel 1479 del Duca di Ferrara Ercole I insieme con Brescello e da lui uniti al Ducato di Reggio. Dopo il periodo di occupazione pontificia (1513-1527) rimase sempre agli Estensi. Nel 1652 il Duca Francesco I ne investi' il titolo al Marchese Angelo Gherardini di Verona i cui discendenti lo tennero fino alla soppressione dei feudi compiuta nel 1796(4). L'antico Comune di Castelnovo comprendeva le ville di Campegine, Coguzzo con Cornetole, Meletole e S. Savino conservandosi fino al 1860 quando ne venne distaccata la villa di Campegnine eretta in Comune autonomo. Nel Settecento la Rocca era stata trasformata in residenza civile e moderna dal Marchese Gherardini che aveva circondata di un pregevole parco su progetto del sovrintendente Geminiano Macagni. Tra il 1827 ed il 1869 la proprietà passà alla famiglia Chioffi(5). Ora l'edificio sede del Municipio. Presenta un volume compatto a pianta quadrangolare su tre livelli e sottotetto. Sulla copertura, a quattro falde, si imposta una torretta. La facciata preceduta da un avancorpo porticato d'ingresso. Il paramento murario in laterizio con angolari a bugnato. Le luci sono regolari e simmetricamente distribuite. Il territorio di Castelnovo rimase soggetto alla Diocesi di Parma fino al 1828. La chiesa di S. Andrea era una cappella dipendente dalla Pieve di Campegine nel 1230. Nel 1618 la chiesa venne innalzata al grado di Arcipretura e sottratta al Plebanato di Campegine. Sembra che la primitiva chiesa esistesse presso la Rocca e che la torre dell'orologio rifatta nel 1832 ed ora demolita fosse una antica torre della chiesa; l'originaria costruzione rimase probabilmente distrutta insieme al castello agli inizi del XV secolo. Una indulgenza del 1443 fa riferimento alla nuova chiesa. In cattive condizioni per tutto il XVII secolo, nel 1712 si provvide a rifabbricarla su disegno dell'architetto reggiano Prospero Mattioli. L'interno ad una sola navata con cupola e sei altari. Tra le altre chiese si ricordano la chiesa della Madonna che figura nel XIII secolo come oratorio dedicato a S. Maria della Miseridordia ed a S. Girolamo, insieme ad un oratorio fondati da una Compagnia di flagellanti. Nel 1580 l'oratorio venne ricostruito ed ufficiato dalla Congregazione di Carità della Confraternita di S. Maria della Misericordia. La chiesa delle Anime, ora soppressa, trovavasi in prossimità di quella di S. Andrea fu fatta costruire nel 1648 dalla Confraternita delle Stigmate e condotta a termine nel 1676; soppressa alla fine del XVIII secolo fu venduta dal Demanio al Dottor Francesco Soncini che nel 1812 la fece demolire(6). Di particolare rilievo è l'impianto urbanistico dell'abitato evidenziando la "Spina" del borgo con le caratteristiche case porticate.

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1)DEGANI 1974, 32; (2)BERTOLANI 1971, 27; Emilia-Romagna 1987, I, 357; (3)TIRABOSCHI 1824-25, I, 178-179; (4)TIRABOSCHI 1824-25, I, 178-179; BERTOLANI 1971, 27; Emilia-Romagna 1987, I, 357-358; (5)BERTOLOTTI 1981, 69; (6)SCURANI 1985, II, 871-891.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 III NO