Il complesso fortficato di Castelnovo viene costruito dai Canossa tra il 1062 ed il 1110. Successivamente viene donato dalla contessa Matilde al Monastero di Canossa. La denominazione "Castrum Novum" lo distingueva dall'antico castello situato sulla Pietra di Bismantova. Nel 1257 Castelnuovo fu occupato da Bernardino Fogliani e da Rolandino Canossa, alla cui famiglia rimase poi in possesso fino al 1415 quando gli Estensi ebbero la signoria del luogo che divenne sede di podesteria. Già nel 1336 il castello era stato distrutto da Luigi Gonzaga (1).

Il castello di Monte Castello è stato edificato alla sommità del colle omonimo che domina l’attuale centro di Castelnovo né Monti. Attualmente l’area è occupata da una pineta ad alto fusto impiantata tra gli anni ‘30 e ‘40 del secolo scorso, per la quale sono già stati avviati degli interventi di diradamento selettivo per intervento di manutenzione e sistemazione forestale. La presenza di essenze vegetali infestanti ha provocato nel corso del tempo il deterioramento dei paramenti murari, fino ad oggi non interessati da alcun intervento conservativo. Dall’epoca dell’abbandono del castello, avvenuto intorno al XVII secolo, si segnalano numerosi episodi di crollo di parte delle murature, anche a seguito di intenzionali demolizioni operate nel corso del tempo. Nel caso di questa struttura fortificata siamo di fronte ad un esempio di piccolo castello a recinto edificato alla sommità di un pianoro, regolarizzato artificialmente allo scopo, tratto che si riscontra abitualmente in numerosi casi di complessi architettonici fortificati, edificati in epoca matildica.All’estremità Nord e a quella Sud sono due Torri di vedetta. La Torre Sud è apparentemente quella di primo impianto: a pianta circolare è edificata scavando la roccia (marna) naturale per inserire nella cavità interna la fondazione della struttura. Come materiale da costruzione utilizza grossi blocchi di pietra locale squadrati in maniera regolare e nello spessore interno delle murature sono ricavati dei condotti per lo scolo delle acque meteoriche.La Torre di vedetta nord, conservata in elevato per due piani, a pianta quadrata e con leggera risega di fondazione a scarpa. Al primo piano è ancora conservata l’originaria porta d’accesso agli ambienti interni, alla quale si accedeva tramite una scala di legno, facilmente detraibile in caso di necessità. A nord della Torre è stato messo in luce (campagna di scavo 2010) un ulteriore tratto del recinto difensivo, orientato Est –Ovest. A sud della torre si conservano i resti del Recinto orientale e della Cisterna. La cisterna, vasto ambiente a pianta rettangolare, è ancora in gran parte colmata da materiali di crollo ed i paramenti murari sono visibili per un’altezza di m 1,60. Essa si addossa al recinto difensivo orientale, ancora visibile in elevato per un buon tratto; questo muro perimetrale si dovrebbe congiungere con il nuovo tratto sopra menzionato. Un ulteriore lembo della cortina perimetrale della Rocca è presente sul lato Ovest; essa è ancora completamente da ripulire dalla vegetazione e da documentare. Nell’ampio spazio intermedio attualmente non sono visibili resti di strutture ma è lecito pensare che in questa parte vi siano resti di edifici abitativi “minori” oltre che i resti dell’edificio religioso dedicato a San Pancrazio, ricordato da numerose testimonianze.

Nel 2008 su iniziativa del Club Unesco di Reggio Emilia di concerto con il Comune è partita una campagna di scavi e ricognizioni archeologiche, ancora in corso, che hanno consentito di rinvenire parte delle antiche strutture aprendo prospettive alla valorizzazione del simbolo identitario del paese.

Aggiornamento ottobre 2011 da una relazione dell'arch. Walter Baricchi per il Comune di Castelnovo Monti

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) BERTOLANI 1965, 169.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 II NE