Abitato situato sulle pendici meridionali del monte Gandolfi, alla destra del rio di Maillo. La "villa di Braglia" è citata in documenti del XV secolo (1) ma acquistò un certo rilievo solamente nel XVIII secolo (2). Appartenne alla contea di Felina, feudo Chiodini sotto il Ducato e la Diocesi di Reggio. A breve distanza era il percorso della strada della Lunigiana, che favorì le comunicazioni con l'abitato. Il borgo attuale è articolato in due nuclei a differente quota. E' articolato in due nuclei a differente quota. E' particolarmente significativo quello superiore, in quanto ha mantenuto originali caratteristiche architettoniche e volumetriche. Presenta un impianto urbanistico di tipo indifferenziato distribuito scalarmente lungo il pendio. Vi si evidenzia un ampio edificio a pianta quadrata con massicci conici di pietra angolari ed alcune finestrelle in laterizio archiacute; il paramento di facciata è in pietra a vista con ricorsi paralleli, mentre il manto di copertura è a due acque con fori per colombaia in timpano. L'edificio è stato in parte abbassato e ricostruito, ma l'impianto è attribuibile al XV secolo. Sulle ante lignee di un ingresso che si apre al piano terra di un fabbricato contiguo è notabile un'asta in ferro per catenaccio XVII-XVII secolo.

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) Archivio di Stato di Modena, Rettori, sec. XV; (2) RICCI 1806, 18.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 II NE