Nella località si è scoperta una stazione dell'età del bronzo con argine e tracce di pali, oltre ai resti di una seconda stazione. La prima venne scavata dal Chierici nel 1864 ed era posta su un lembo del terrazzo fluviale olocenico presso il cui argine trovavasi anche i resti della torre medievale del castello di Roteglia. La seconda stazione era già notevolmente compromessa da lavori di estrazione e coperta della periferia del paese (1). Nella piana ai piede di questo ponticello, verso il Secchia, si sono rinvenuti nel corso degli anni '30 diversi manufatti testimonianza di un abitato di età romana, tra cui elementi architettonici, esagonette per pavimentazioni, pavimenti a mosaico ed una colonna in calcare scannellata, mentre resti di un edificio romano sono stati individuati nel 1934 nel campo detto della "Maria" lungo la valle del rio Roteglia (2). Una cappella di Roteglia compare nel 980 con il Diploma dell'Imperatore Ottone III in favore del Vescovo di Reggio, seguito da quelli di Federico I nel 1160, Enrico VI nel 1191 e Federico II nel 1224 (3). La "ecclesia de Rodellia" compare nell'elenco delle Decime del 1302 direttamente dipendente dal Vescovo di Reggio (4). E` controversa la coincidenza della chiesa di S. Donnino con la primitiva chiesa di Roteglia. Infatti, solo a partire dal sec. XV si trova espressamente nominata una chiesa con lo stesso nome. Potrebbe anche trattarsi di quella chiesa di S. Maria riportata in quella visita del 1456-62 il cui beneficio fu in seguito unito a S. Donnino. Nella permuta delle chiese del 1492 è avvertibile un accenno all'unione e nel conferimento del 1504 appare il doppio titolo della Natività di Maria SS. e di S. Donnino. Nella visita pastorale del Vescovo Cervini del 1545 è annotato che l'oratorio di S. Maria è stato distrutto. Successivamente sarà ricostruito (6). La moderna chiesa, realizzata nel 1956-58 su progetto dell'Arch. Corradini e dell'Ing. Spallanzani, presenta una facciata a capanna, orientata liturgicamente, serrata da due lesene laterali e coronata da una fuga di archetti ciechi nel sottotetto. Si evidenzia il portale con protiro su colonnette binate ed il grandissimo rosone centrale. Il campanile sorge discosto, tozzo, in stile moderno con cella bifore balaustrate. E` ancora notabile il fabbricato dell'antica chiesa ridotto ad uso profano. Alcuni scavi hanno consentito di mettere in luce elementi strutturali dell'impianto originario. Roteglia prende il nome da un'illustre famiglia di cui si ha notizia fin dall'XI secolo e che ne teneva la Signoria. Il castello sorgeva nella località detta "Il Castello" a ponente dell'abitato. Il titolo feudale dipendeva dal Vescovo di Reggio. Agli inizi del XIV secolo era in potere dei da Roteglia insieme a quelli di Pineto e Prignano (7). Nel 1361 il Vescovo ne concede l'investitura a Feltrino Gonzaga (8). Passato agli Estensi nel 1421, fu quindi affidato nel 1432 a Jacopo Gilioli ed in seguito annessa al feudo di Castellarano (9). Alla fine del Settecento era feudo dei Vallotta e comprendeva una popolazione di 318 abitanti (10). Il borgo conserva ancora alcune tipologie di interesse. La casa con torre colombaia già della famiglia Caiti, situata nel centro, è stata demolita recentemente dalla proprietà. In località "Castello" si conserva un'antica costruzione dei Ravazzini da cui emerge una modesta torretta. Di maggior rilievo è invece il complesso, sito nella via della Rocca, costituito da un grande corpo di fabbrica con due strutture a torre: l'una angolare in proprietà Lugari, l'altra centrale degli eredi Rivi. Entrambe presentano caratteri riferibili al XV-XVI secolo. I paramenti sono in muratura con coperto a quattro falde nella prima ed a due falde nella seconda. Sono notabili i cordoli di colombaia in laterizio disposto a denta di sega. Notevole anche il complesso a corte chiusa del XVII secolo di casa Maffei, acquistato dal Comune di Castellarano, ed oggetto di un accurato restauro con destinazione a luogo di cultura della comunità. 

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1)TIRABASSI 1979, 143; (2)SILIPRANDI 1936, 63, 71; (3)SACCANI 1976, 300-303; (4)RDI 1933, 297; (5)SACCANI, op. cit. ; (6)SACCANI, op. cit. ; (7)TIRABOSCHI 1821-25, II, 264; (8)SACCANI, op. ct. ; (9)TIRABOSCHI, op. cit. ; (10)RICCI 1788, 215.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 III NE