Se si accetta l'identificazione del toponimo "Laguia" con Leguigno il castello appare nominato per la prima volta nel "Memoriale potestatum" che all'anno 1197 ne segna l'assoggettamento al Comune reggiano. La prima citazione sicura è del 1347, anno in cui viene richiamato in una lite di confine con il comune di Cortogno appartenendo in quest'epoca alla famiglia Fogliani (1). Ad essa fu confermato da Bernabò Visconti nel 1373, quando i Fogliani si ribellarono all'Estense. Leguigno fu uno degli ultimi castelli a cedere e solo nel 1427 ritornò alla ubbidienza di Nicolò III (2). Gli Estensi riconsegnarono Leguigno ai Fogliani i quali con l'approvazione della Ducale Camera nel 1468 lo cedettero al conte Giangiacomo Bebbi (3). I Bebbi ebbero alterne vicende: il castello fu distrutto dal loro terribile avversario Domenico Amorotto nel 1512. Dalla famiglia proprietaria venne ricostruito e poi di nuovo restaurato nel 1623. I Bebbi tennero il castello ed il feudo sino alla loro estinzione nel 1635 (4). Nel 1645 il duca Francesco I ne investì con il titolo di conte il patrizio modenese Antonio Scapinelli che divenne così patrizio reggiano; gli Scapinelli tennero il feudo fino alla sua soppressione nel 1796. La proprietà del castello rimase loro sino circa alla metà del nostro secolo (5). Nel 1788 la contea contava 302 abitanti (6). Dopo un periodo di proprietà dei Signori Dallari, fu ricomprato dal Conte Monsignor Raffaele Scapinelli (7). All'ultimo discendente degli Scapinelli, il cardinale Raffaele, si devono la ricostruzione della parte centrale, il rialzamento di una torre e la costruzione di una cappella. Il castello sorge su un poggio dominante le pendici alla sinistra del torrente Tassobbio. Presenta due caratteristiche torri quadrate che si profilano da lontano, mentre il corpo centrale è di modeste proporzioni. Un alto muro lo circonda e circoscrive un ampio cortile abbellito da conifere. Avanzi di mura di cinta si trovano all'esterno. Le mura sono disposte a quadrilatero con torri agli angoli e cortile centrale. Della primitiva struttura rimangono alcuni ambienti.

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1824-1825, I, 367; (2) TIRABOSCHI, op. cit. ; (3) BERTOLANI 1965, 139-140; (4) BERTOLANI, op. cit. ; (5) BERTOLANI, op. cit. ; (6) RICCI 1788, 117; (7) SCURANI 1895, IV, 27.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 I SE