Nell'anno 943 figurano le Decime della villa che "vocatur Casale Grande" (1); le stesse Decime nel 1210 vengono riscosse dai Malpresa (2). Successivamente la villa passa in possesso ai Fogliani fino al 1409, quando ne diviene Signore Nicolò d'Este. Nel 1413 viene donata ad Alberto della Sala, investitone poi del titolo e del feudo nel 1422 (3). Nel 1452 ne viene investito Feltrino Boiardo, quindi i Thiene fino al 1622, poi i Bentivoglio ed i Mari, seguendo in pratica le sorti di Scandiano (4). Già nel 1321 è nominato il Comune di Casalgrande, che rimarrà costituito fino al 1814 quando viene incorporato a Scandiano; sarà ripristinato nel 1860 (5). Agli inizi del secolo XIX la villa aveva una popolazione di 975 abitanti (6). L'antica chiesa dedicata a S. Bartolomeo Apostolo rimase dipendente dalla Pieve di Castellarano fino al 1704, ed attualmente parte del Vicariato di Scandiano (7). Si ha notizia come nel 1447 fosse in rovina (8). La visita pastorale del 1664 la indica orientata liturgicamente, con abside centrale e semicircolare (9). E' ricostruita poco prima del 1672; riparazioni ed abbellimenti sono compiuti nella prima metà del secolo XIX ed altri restauri nella seconda metà dello stesso secolo. La torre figura costruita nella prima metà dello stesso secolo. La canonica, distrutta nel 1543, è rifabbricata ed ancora ricostruita dalle fondamenta nel 1736. L'edificio è notabile per il bel loggiato che lo affianca sul prospetto meridionale. Ove sorge attualmente il fabbricato era una antica colombaia che crollò ed in cui fondamenti furono trovati nel 1812 quando si fecero le cantine sotterranee alla canonica (10). L'ampia scalinata che dalla strada conduce al piazzale della chiesa appare già esistente nei rilievi per l'estimo del 1768 (11). Restaurata nel 1835, è ancora rinnovata nella seconda metà del secolo. La chiesa presenta una facciata tripartita, con avamportico, scandita da lesene raccordate a volta. Poco discosto dalla chiesa vi era prima della metà del secolo XVI un ospizio per i cristiani poveri. Tra le costruzioni civili si evidenziano il complesso con torre colombaia dei Gazzetti. L'ingresso alla corte interna avviene attraverso il caratteristico portale ad arco riquadrato dalle pilastrate in laterizio - a margine della strada la torre alta e slanciata si raccorda al lungo fabbricato rurale ove si distingue anche una loggia. La torre presenta un paramento in pietra tranne che nella parte superiore della colombaia, in laterizio. Agli angoli sono murati dei tipici coppi invetriati.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1821-25, I, 164; (2) PAGLIANI 1907, 166, (3) TIRABOSCHI OP. CIT. ; (4) PAGLIANI 1907, OP. CIT. ; (5) PAGLIANI 1907, OP. CIT. ; (6) RICCI 1788, 41; (7) PAGLIANI 1907, 27; (8) MARGINI 1935, 36; (9) SACCANI 1976, 362; (1=) PAGLIANI 1907, 27; (11) ARCHIVIO DI STATO DI REGGIO EMILIA, PERITI AGRIMENSORI, MATTIOLI.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 I SO