Piccolo nucleo di case disposto sulle pendici di levante del monte Tesa a circa un chilometro dal castello di Canossa. Il Cremona-Casoli suggerisce l'identificazione della località con quel "Lavadello" nominato da Donizone (1) dove pare si sia accampato Beregario II nel 953 durante l'assedio di Canossa. Vi si trova una casa, di tipologia signorile e padronale, forse di un vassallo dell'antico castello feudale. Già dei Moscatelli è ora dei Cavandoli. Presenta bugnature di pietra negli angoli, architavi ed archi pure in pietra tagliata su porte e finestre; è dotata di una torre a pianta quadrata con copertura a quattro falde. La struttura è in pietra con cornicione di colombaia lineare all'intorno in laterizio, come pure l'elegante soffitto di gronda in cui si aprono i fori per i rondoni. Sopra la porta di un locale annesso è visibile una architrave a forma di timpano scolpito con la Croce di Malta. Un altro complesso edilizio, ora dei Magnani, recava dipinti, in una nicchia quadrangolare posta sul prospetto, due santi, S. Rocco ed un altro di cui si scorgeva solo la testa. Era una pittura rozza e grossolana, non antica, ora scomparsa. La stessa casa presenta una finestrella del sec. XIII-XIV, archivoltata a tre elementi, recanti graffiti in chiave una foglia di palma ed un animale con le quattro zampe all'aria e la testa ricadente indietro. Un'altra finestrella pure di antica fattura reca la caratteristica ruota con la croce o simbolo solare. La casa torre è in stato di abbandono e minaccia rovina. Le altre abitazioni mantengono in parte le caratteristiche dell'impianto plani-volumetrico originale.

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) CREMONA-CASOLI 1941, II, 19
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 IV SO