Nel territorio del Comune gli scavi ottocenteschi di Gaetano Chierici, altri più recenti di Mario Degani ed ancora in anni a noi più vicini, hanno portato alla luce reperti del Neolitico, dell'età del Bronzo, del Ferro e del periodo romano-di cui si rimanda alle schede delle diverse località. Secondo il Chierici sotto alla Chiesa si troverebbe una stazione archeologica dell'età del bronzo(1) . Campegine nominata in alcuni documenti del Monastero di S. Prospero degli anni 1041, 1079 e 1091(2). Si ricorda anche come il Rio Canalino di Campegine-flumine qui dicitur Campigo- era ricco d'acqua tanto che nel 1191 era navigabile; infatti di quell'anno un documento in cui l'Abate di S. Prospero ordina a Gherardo da Enzola di togliere le chiuse e i mulini dal "Flumen publicum et navigabile" (3). A Campegine sorgeva anche un castello dove ora si trova la chiesa parrocchiale di S. Pietro, infatti nei sotterranei della canonica vi sono i muri di una costruzione medioevale (4). Verso la fine del secolo XIII il castello di Campegine era in possesso di certo Lombardino di Giberto dalla Gente che lo vendette nel 1298 a Guido da Correggio. Da quest'epoca rimase in potere dei Correggeschi, come si legge in un'Investitura Imperiale del 1432, insieme a Castelnovo, passando quindi agli Estensi ed ai Gherardini. Per un breve periodo fu occupato dai Conti Sanvitale di Fontanellato che la perdettero nel 1612. Prima della costruzione di Castelnuovo comunque, Campegine era dipendenza di Gualtirolo come testimonia una carta del 1155 del Monastero di S. Prospero (5). La villa di Campegine rimase in seguito sempre unita a Castelnovo Sotto. Fu eretta in Comune autonomo con il Decreto Farini del 1859. La Chiesa di Campegine dedicata a S. Pietro Apostolo ed era antichissima Pieve della Diocesi di Parma; nelle decime del 1230 vi compaiono dipendenti le cappelle di S. Andrea di Castelnovo e S. Biagio di Nocetolo. Nel XVII secolo fu compresa nel Vicariato di Pieve Saliceto di Gualtieri ed in seguito inquello di Castelnovo Sotto con il quale passa nel 1828 alla Diocesi di Reggio. La tradizione rimanda la sua fondazione ad opera dei Signori Da Correggio. Un Inventario del 1699 riporta come l'edificio, che sorge in luogo detto l'Alta, fosse stato riformato nel 1677. Presentava una facciata porticata e l'interno ripartito in tre navate, le due laterali soffittate e la centrale in volto. Venne restaurata dopo il terremoto del 1832 con la rimozione del portico ed il rinnovo della facciata (6). Il prospetto principale ampio, luminoso, scandito da paraste e concluso da un frontispizio spezzato con acroteri in vertice. Sopra alle porte laterali figurano due nicchie con statue di santi. Il campanile è caratterizzato da una cella a monofore con lanterna e cupola superiore. Si riporta anche l'esistenza di un monastero denominato Castellino (7). Nell'abitato sono da segnalarsi diversi edifici realizzati tra la seconda metà dell'Ottocento ed i primi decenni del Novecento. Tra questi si riportano la " Casa del Popolo" risalente al 1912, in stile liberty ed il palazzo della Cooperativa Cattolica Agricola. Si ricorda poi la memoria di un complesso architettonico, le cui aree e viabilità furono sistemate nel 1870 su progetto dell'Ing. Pietro Marchelli, in cui era inserito il Palazzo Municipale risalente al 1860. Notabile nel centro urbano l'antico viale dei platani al cui ingresso una colonna in marmo ricorda l'anno della piantumazione (1842).

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Altre Informazioni

Bibliografia
(1)Emilia-Romagna 1987,I,245;TIRABASSI 1981,34;(2) TIRABOSCHI 1824-1825,I,97-98;(3)TIRABOSCHI 1824-1825,I,97-98;(4)BERTOLANI 1971,196;(5)TIRABOSCHI 1824-1825,I,97-98;(6)SCURANI 1895,II,899-906;(7)Emilia-Romagna 1987,I,246.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 III NO