L'abitato è situato alle falde sud-orientali del Monte Ventasso, arroccato alla sinistra del torrente Secchia. Nel 1273 Nismozza presta il giuramento di fedeltà al Comune di Reggio, insieme a Vallisnera, cui era soggetta (1). Il Comune di Nismozza compare nel Libro dei Fuochi del 1315 (2) ed ancora nel XVIII secolo figurerà la sua autonomia sotto la giurisdizione del Cerreto. Nel 1492 si ha la testimonianza dell'intenzione di rifabbricare la chiesa di S. Venanzio in luogo più comodo ai parrocchiani (3). Nel 1594 viene consacrata la chiesa e nel 1611 c. E' costruita la canonica; nel 1677 il tempio è però in rovina e si dovette provvedere alla realizzazione di un nuovo edificio, assai piccolo, in volto (4). Nel 1623 Nismozza è infeudata al Conte Paolo Brusantini (5). Alla fine del XVIII secolo comprende una popolazione di 154 abitanti (6). All'inizio del paese è visibile una maestà, murata, dedicata nel 1913 a Santa Maria Maddalena. La chiesa si presenta dimessa, orientata liturgicamente con una semplice facciata a capanna. L'interno a volta a botte con unghie è ad aula unica ed abside tronco. Il campanile si innalza a fianco del prospetto meridionale ed è concluso con una cella campanaria a monofore. Sopra ad una finestrella, alla sua base, è visibile un concio datato "1669"; un secondo elemento siglato "1658" rimane nel fianco settentrionale dell'edificio. Superiormente alla chiesa si trova il complesso a corte dei Manenti derivato dalla aggregazione successiva delle sue parti e conservante una equilibrata compostezza volumetrica. Vi si può osservare un portale archivoltato con chiave cuspidata siglata "F. M. - 1856". Un arco a tutto sesto immette nel cortile acciottolato del nucleo principale. Gli edifici sono in pietra con angolari a ricorsi alterni rifiniti; il soffittino di gronda è sagomato a gola mentre la primitiva copertura a lastre di pietra è stata in gran parte sostituita da coppi. La struttura richiama una articolazione conventuale con la sequenza delle stanze disposte intorno allo spazio centrale aperto. Nell'ala a settentrione, porticata, si sviluppa una torretta colombaia con un cordolo lineare sovrapposto al classico motivo a dente di sega. Nell'abitato sono osservabili diversi fabbricati rurali con caratteristiche tipologiche di rilievo.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) ROMBALDI 1976, 133; (2) SACCANI 1926, 270; (3) SCURANI 1895, II, 404; (4) SCURANI, op. cit. ; (5) TIRABOSCHI 1824-1825, II, 143; (6) RICCI 1788, 177.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 85 II SO