Diverse sono le ipotesi della origine di Boretto, chi ritiene il borgo appendice della colonia romana brescellese chi, come il Cagnolati, sostiene la sua derivazione dopo la distruzione di Brescello avvenuta nel 603 d. C. ad opera di Agilulfo re dei Longobardi. Dai più antichi documenti troviamo la località distinta dai diversi toponimi "Beruptum, Boruptum, Bisruptum" in conseguenza, pare, delle ripetute rotture degli argini del Po Nell'835 Boretto è compreso nell'atto di Donazione della regina Cunegonda al monastero di S. Alessandro in Parma (1). Nel "locus et fundus Bisruptus " avevano possedimenti il monastero di S. Genesio in Brescello (avuti nell'anno 1099 dalla Contessa Matilde di Canossa) (2) e il vescovo di Parma: a quest'ultimo appartenevano terre e fabbricati in Goleto, presso il Brolo, lungo gli argini del Po. Nel 1230, nel "Rotulus Decimarum" del vescovo Grazia, Boretto figura nel Plebanato di Saliceto ma solo quale "cappella de Berutto". Nel 1299, alla morte del Vescovo Giovanni da Castellarquato, sembra che da semplice cappella Boretto sia ormai divenuta Parrocchiale. Nella seconda metà del XIV sec. la Chiesa di Boretto diventa Battesimale (3). Boretto resta legato a Brescello dal 1479, anno in cui avvenne la permuta tra gli Estensi e gli Sforza di Milano (4). Agli Estensi resta sino al 1859 eccettuati pochi anni della dominazione francese. Incidentalmente viene occupata da truppe straniere come accade per esempio nel 1512 con quelle Pontificie, o con gli spagnoli di Ferrante Gonzaga nel 1551. Restano comunque episodi legati a fatti di guerra e che durano periodi brevissimi. Confederato con Lentigione e Brescello, Boretto risulta in quegli anni il più ricco: la convenzione Bertazzoli(1595) che basandosi sugli estimi stabiliva le proporzioni con le quali ognuno dei tre comuni doveva partecipare alle spese della comunità generale, attribuiva a Boretto l'onere maggiore (5). Nel 1755 Boretto si stacca da Brescello pagando L. 60. 000 alla Camera Ducale di Modena (6). L'esperimento però non dovette funzionare poichè dopo soli cinque anni i borettesi chiedono l'annullamento della delibera di Separazione (7). In quegli anni il territorio borettese confina a est con Pieve Saliceto, a sud con lo Stato di Parma, ad ovest con il borgo di Brescello e a nord con lo stato di Mantova. Ha un'estensione di 5194 biolche e circa 3130 abitanti. Nel 1806, sotto il primo Regno Italico, diventa Comune di 2a classe avendo più di 3000 abitanti, ed è quindi completamente separato da Brescello e da Lentigione; gli vengono entrambi assoggettati nel 1809 quando il Decreto sulla concentrazione dei Comuni lo rende Capoluogo e Capocantone (8). Nel 1814, con il ritorno degli Estensi, Brescello riacquista l'autonomia comunale; Francesco IV nel 1829 riunisce sotto un unico Comune Boretto, Gualtieri e Brescello ma solo vent'anni dopo, nel 1849, ordina una nuova separazione rendendo nuovamente comunità indipendente Gualtieri e restaurando per Boretto e Brescello il vecchio legame (9). Boretto ottiene la sua definitiva emancipazione nel 1859, in seguito a decreto del Dittatore Farini (10).

L'antica Chiesa dedicata a S. Marco Evangelista, venne quasi completamente ricostruita e consacrata nel 1722. Anticamente il campanile era unito con la Chiesa. Nel 1693 vennero poste le fondamenta per uno nuovo perchè il vecchio era da demolire. I lavori quasi subito interrotti per mancanza di fondi, furono ripresi nel 1722(11). Nella seconda metà dell'Ottocento (1874-83) viene costruita la nuova Chiesa inaugurata nel 1883(12). Sorge a ridosso dell'argine del Po con una elegante facciata rivolta a sud. L'interno vasto ed elegante, ha una magnifica cupola alta ben 45 metri, elemento distintivo dell'abitato, recentemente ricostruita nel rispetto della forma originaria (ma con un telaio leggero in legno) dopo un crollo improvviso (13). La cupola, crollata nel 1988 è stata ricostruita con nuove tecniche dagli ingegneri Roberto Alessi e Antonio Raffagli. Nel 1828 con l'entrata in vigore della Bolla di Pio VII "Sacrarum Canonum" dell'11 Dicembre 1821, la Parrocchia di Boretto passa dalla Diocesi di Parma a quella di Reggio(14). A lato della Chiesa si trovava una edicola dedicata alla Madonna, demolita nel 1940(15).

Collocato sopra un'esile colonna tra la torre campanaria e la vicina sede del Municipio, si trova il "Leone di Venezia" dono della Serenissima città di San Marco. La colonna è in marmo di Botticino di Brescia e venne collocato in Piazza S. Marco il 21 settembre 1958 come segno di rapporti amichevoli e storici tra Venezia e Boretto (16).

La sala del Consiglio Comunale fu affrescata nel 1914 dal designer Marcello Nizzoli in uno stile Liberty di grande eleganza. La casa-museo del pittore naif Pietro Ghizzardi è visitabile in frazione Santa Croce.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) TIRABOSCHI 1824-25, I, 49; (2) SOLIANI 1955, 23-34; (3) MORI 1956, 145; (4) MORI, op. cit. ; (5) SOLIANI, op. cit. ; (6) MORI, op. cit. ; (7) SOLIANI, op. cit. ; (8) SOLIANI, op. cit. ; (9) SOLIANI, op. cit. ; (10) MORI, op. cit. ; (11) CAGNOLATI 1983, 14-18-20; (12) SOLIANI 1955, 20; (13) PICCININI 1931, 150; (14) MORI 1956, 147; (15)Immagini 1986, 131; (16) CAGNOLATI 1983, 48.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 74 IV SO