Vicino al borgo, in luogo "Fondo Cavandoli" si sono rinvenuti alcuni reperti del periodo paleolitico. In altre località indeterminate nei pressi di Bibbiano si sono raccolti diversi manufatti clactoniani e musteriani, accette del neo- eneolitico ed eneolitico, tombe della seconda età del ferro ed ornamenti di tipo gallico oltre a materiali, frammenti ed oggetti vari romani (1). La Pieve di Bibbiano è una delle più antiche della Diocesi di Reggio. Trovasi nominata in tutti i privilegi e donazioni fatte al Vescovo di Reggio da Pontefici ed Imperatori incominciando dal Diploma di Ottone II nell'anno 980. Fu una delle Pievi che il Marchese Bonifacio ebbe in enfiteusi dalla Chiesa di Reggio nel 1070 (2). Il Castello di Bibbiano, che si trovava probabilmente nella località di Piazzola, e la Pieve, sono pure nominati in una Bolla di Stefano IX in favore del Monastero di S. Prospero di Reggio nel 1057 ed ancora in quella di Alfonso II nel 1072 (3). Fin dal Medioevo dipendevano da essa le Chiese di S. Giorgio di Roncolo, S. Antonino di Quattro Castella, S. Giovanni di Sassoforte, S. Michele di Castione, S. Nicolò di Montezane, S. Eufemia di Piazzola, S. Vigilio e quella dei SS. Giacomo e Filippo in Reggio. Dopo il 1821 si aggiunsero le chiese di S. Pietro di Barco e S. Nicolò di Cavriago. L'attuale plebana si compone della chiesa di S. Pietro di Barco, S. Nicolò di Cavriago, S. Antonino di Quattro Castella e S. Giorgio di Roncolo (4). L'antica chiesa con impianto ad aula, corrispondente alla odierna navata centrale e senza cappelle laterali, era rivolta ad oriente e, dove ora si trova la facciata, era il coro. La visita pastorale del Vescovo Cervini nel 1543 ne segnala lo stato poco soddisfacente. L'Arciprete Bortolotti nella seconda metà del secolo XVII cambiò l'orientamento della chiesa ricavandone l'ingresso ove era l'antico abside e spiegandosi così la torre del campanile rimasto presso la facciata mentre in antico era a lato del coro. Nel 1723 l'arciprete Prospero Guidelli la ridusse nella forma attuale. La chiesa, che incominciava a ponente in corrispondenza della croce, fu ampliata con l'aggiunta del coro a doppio ordine di stalli, della cupola e del transetto. Secondo il G. B. Venturi gli architetti progettisti erano francesi al sevizio del Duca Francesco III ed impegnati nella costruzione della residenza Estense in Rivalta. L'edificio fu consacrato nel 1736 dal Vescovo Lodovico Forni (5). Nel 1859 l'Arciprete Gabbi provvide alla realizzazione del presbiterio su disegno dell'Ing. Saracchi; lo stesso Arciprete fece poi compiere il restauro e pulitura dell'interno della chiesa. Altri restauri sono eseguiti nel 1889-1919 e nel 1923-24 sotto la direzione del Prof. Torelli, con l'aggiunta delle decorazioni del reggiano Casotti ed ancora nel 1960 (6). Nel 1973 è stato approvato il progetto di restauro per il recupero monumentale del complesso, lavori ripresi anche recentemente dopo i danni del sisma del 1983. La chiesa e la canonica sorgono isolati all'ingresso meridionale dell' abitato di Bibbiano. La chiesa dedicata a S. Maria Assunta sviluppa una pianta a croce latina a navata unica ed è in stile misto. Presenta una facciata a capanna con frontone triangolare ed oculo. L'ingresso è dipinto in stile antico con un bassorilievo circolare opera di Guglielmo Fornaciari scolpito in pietra, posto sopra il portale centrale ad arco a tutto sesto. Nella parte superiore del prospetto si aprono tre finestre. L'interno è a navata unica nella quale si succedono cinque cappelle per parte scandite da lesene di ordine ionico, sostenenti l' alta cornice. La copertura è a volta a botte con lunette e paraste; l'abside è a catino semicircolare con due ampie finestre. Sul fianco a sud della facciata sorge la maestosa torre del campanile. La sua cuspide rifatta a 'cipollà nel 1873 fu ripresa in forma piramidale nel 1923 con disegno dell'ing. Angelo Ruozi (7). Sul lato a nord è situato invece il passaggio coperto con il voltone, realizzato nel 1747, a collegamento tra la chiesa e la canonica (8). Della costruzione antecedente al secolo XVII non resta che qualche pietra. Frammenti di sculture romaniche del X-XI secolo ora conservate in canonica, erano un tempo visibili sul prospetto settentrionale. Un interessante disegno del 1620 c. custodito presso l'Archivio parrocchiale, permette di osservare il complesso della chiesa e della canonica prima dei lavori intrapresi dall'Arciprete Bortolotti nella seconda metà del secolo XVII. La canonica sembra articolarsi in una struttura assai simile all'attuale corpo; nella prima metà del Settecento l'Arciprete Guidelli trasferisce i mezzadri a settentrione fabbricando la casa con la stalla nuova, costruì poi il passaggio, già citato, di collegamento tra chiesa e canonica di cui realizzò la porzione verso il piazzale facendo anche la muraglia da mattina lungo il borgo e probabilmente il maestoso arco d'ingresso al piazzale. L' Arciprete Luigi poi, nella seconda metà dello stesso secolo, compì la fabbrica fino al limite d'oggi chiudendo inoltre tutto il casamento con una muraglia (9). La canonica si compone in tre distinti corpi delimitanti un cortile interno; l'elemento principale si sviluppa parallelamente a via G. B. Venturi organizzandosi intorno al torrione centrale, questi, a pianta quadrata, presenta due finestre archivoltate abbinate per lato alla sommità. Sul prospetto ovest dell'edificio si apre un bel porticato a doppia arcata a sesto ribassato, con loggiato superiore a tre luci a tutto sesto. Bibbiano faceva parte del patrimonio matildico e dopo la morte della Gran Contessa seguì la sorte del vicino castello di Bianello. Ancora alla fine del Settecento era soggetta al Marchesato ed alla Comunità di Bianello, feudo Gabbi ed in parte alla giuridistizione e Comunità di Bianello, feudo Gabbi ed in parte alla giurisdizione e Comunità di Montevetro (10). Il Comune seguì qundi le vicende della Repubblica Cispadana, Cisalpina e Regno d'Italia. Con il ripristino del Dominio Estense è aggregato al Comune di Montecchio. Dopo il 1859 fu compreso nel Regno d'Italia sabaudo rapportandosi con i momenti della sua storia più contemporanea. Lungo il territorio di Bibbiano corre il canale omonimo derivato dalle acque del fiume Enza secondo quanto disposto fin dal 1344 dal Marchese di Ferrara, Obizzo III d'Este (11). L'abitato di Bibbiano si sviluppa con un organismo lineare, disaggregato lungo la direttrice che provenendo da Barco conduce a Quattro Castella e S. Polo. Oltre alla chiesa ed alla canonica già descritte, sono notabili diversi edifici di rilievo. Presso la chiesa sorge il Palazzo Gabbi; nominato nel 1725 come "Villa Torreggiani" esso si imposta probabilmente su più antiche strutture. La villa fu acquistata nel 1750 dal Marchese Giuseppe Gabbi che la fece restaurare e decorare ornandola anche degli stemmi gentilizi della sua famiglia ancora visibili nella stanza a sinistra dell'ingresso, anticamente cappella privata. Nel 1820 passò alla famiglia Chioffi che l'ampliò aggiungendovi le due braccia laterali. Furono ospiti del Palazzo i duchi Francesco IV e Francesco V, Radetzki ed il Principe Amedeo Duca d'Aosta. Passato in propiretà alla famiglia Monti, nel 1896 fu ereditato dall'unica figlia Enrichetta fattasi religiosa nell'Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice. Nel 1919 fu adibito a laboratorio ed oratorio parrocchiale e nel giugno 1920 ad asilo. Nel 1929 divenne orfanotrofio e tale restò fino al secondo dopoguerra. Nel 1965 venne inaugurato un nuovo grande edificio a fianco dell'antico palazzo e con esso comunicante. (2). L'organismo edilizio si sviluppa con un corpo centrale a pianta quadrata e due appendici laterali. Un'ampia scalinata a due rampe semicircolari conduce all'ingresso al piano rialzato. Nell'interno l'atrio, il salone e diverse stanze minori presentano una copertura con volte a botte interamente affrescate con decorazioni diverse. E' da segnalare l'esistenza di un interessante ed ampio pozzo sotterraneo con volta a cupolo in laterizio. Notevole era anche il parco ora in gran parte distrutto. Lungo la via G. B. Venturi rimane l'antica casa a torre della famiglia Bertolini. L'edificio è stato eretto tra il secolo XVII ed il Secolo XVIII su strutture preesistenti a cui forse riferire l'impianto della torretta. Nel 1792 vi nacque l'Arch. Giuseppe Bertolini. La struttura è compatta a pianta regolare sviluppata su due piani con la torre in posizione centrale. All'interno sono visibili diversi stemmi nobiliari affrescati ed una raffigurazione della Madonna con il Bambino, del secolo XVII; nella stanza d'angolo verso la strada si trova una portella di guardia al portale d'ingresso. Di fronte sorge la casa Barazzoni. Presso la piazza centrale si trova il Palazzo del Municipio, sorto come villa di campagna dei Conti Palazzi-Trivelli negli ultimi decenni dell'Ottocento. Nel 1920 venne acquistato dal Comune di Bibbiano che nel 1922, dopo lavori di riadattamento, vi trasferì il Municipio. L'edificio presenta un organismo compatto a pianta quadrata. Nel prospetto principale lo scalone monumentale conduce all'ingresso del piano rialzato. Sul pianerottolo due colonne sorreggono la balconata superiore. Nell'interno sono notabili elementi decorativi in stile liberty. A breve distanza dalla stazione ferroviaria di Bibbiano sorge una interessante casa-torre della famiglia Manzotti. E' una costruzione tardo-medievale, sviluppatasi in periodi successivi, forse sulle basi di un più antico edificio. La tradizione locale identifica nel "Torrazzo" ciò che resta di quel "Castello di Bibbiano" ricordato nel XI secolo e distrutto dai parmigiani nel 1296. Non rimangono tuttavia elementi tali da potere confermare tale supposizione. La casa-torre ha subito rimaneggiamenti in varie epoche che non ne hanno tuttavia alterato la struttura. Si possono notare due fasi costruttive distinte. La prima caratterizzata da una muratura a pietra rasa ad opera incerta con utilizzo di blocchi squadrati in arenaria , quindi sulla diroccatura dei primitivi resti si è sviluppata l'edificazione successiva con impegno del laterizio. Tra gli elementi compositivi rimane un cordolo a diversi motivi, con mattonatura a dente di sega, i posatoi per i colombi a mensola su due filari sovrapposti, due feritoie a doppia strombatura e sguancio attribuibili al XV-XVI secolo, finestre ad arco ribassato e le tracce di un portale ad arco tamponato. Nella via Canale di Sotto (ora via Ludovico Ariosto) é visibile un piccolo oratorio, o più propriamente cappellina, dedicato alla Madonna del Buon Consiglio, in proprietà della famiglia Bonini. Esso si trova inserito alla base di una vecchia abitazione. Nel prospetto frontale presenta il disegno di un frontone sostenuto da quattro paraste; una semplice cancellata in legno su cui è leggibile la data "1817" immette nella piccola aula con volta a botte. Due maestà sono poste in via Chierici; l'una nel cortile antistante casa Gualerzi, l'altra a pochi metri di distanza nel muro di cinta della proprietà Pasini. Nella parte settentrionale dell'abitato presso la strada per Montecchio si distinguono ancora la villa Maria e la villa Richetti già di proprietà del Dott. Tognoni. La prima in particolare è notabile per il volume a pianta quadrangolare con i due bassi corpi laterali conclusi da un tetto a terrazzo balaustrato. Diversi sono i villini dei primi decenni del secolo che caratterizzano Bibbiano, tra questi la "villa Ines", il villino della famiglia Poppi, il villino "Favorita" già dei Silvi ed ora Aghinolfi (13). Infine è da segnalare l'attenzione su un vicolo del centro, via Pasquino Borghi, dove si conservano tracce di un vetusto paesaggio architettonico con testimonianze di elementi costruttivi risalenti a diversi periodi storici, tra cui alcune strutture rurali. A sud della stessa via rimane in abbandono un pregevole fabbricato ad elementi giustapposti a porta morta. L'abitazione è posta a levante mentre il tetto è a tre falde a colmo indifferenziato con cresta frangifuoco.

Immagini

Altre Informazioni

Bibliografia
(1) BISI, CREMASCHI, PERETO 1980, 17; BIBBIANO 1985, 15-33; C. A. BI 1987, 15, 21, 24; (2) BIBBIANO 1985, 82; (3) BIBBIANO 1985, 81; SCURANI 1895, III, 222-243; (4) BIBBIANO 1895, 75- 192; (5) SCURANI, op. cit. BIBBIANO 1985, 75- 192; (7) BIBBIANO 1985, 173; (8) SCURANI, op. cit. ; (9) BIBBIANO 1985, 177; (10) RICCI 1788, 14; (11) BIBBIANO 1985, 260; (12) ISTITUTO 1970; (13) BIBBIANO 1986, 55-94-124-128.
Riferimento cartografico IGM
IGM F 86 IV NO